Sono passate solo due settimane da quando Pino Masciari è stato nostro ospite al Politecnico di Milano per raccontarci la sua esperienza, il suo coraggio che lo ha portato a ribellarsi alle mafie, mettendo a rischio la propria vita e quella dei suoi familiari.
Tanta angoscia tra noi ragazzi ha suscitato la notizia della sua scomparsa, durata 36 ore, senza che nessuno avesse avuto notizie di lui.
E’ nato spontaneamente uno scambio di messaggi, di mail, abbiamo fatto gruppo, per farci coraggio e cercare di trasmettere, in qualche modo, la nostra solidarietà a Masciari.
Dal 24 Maggio, infatti, lasciato improvvisamente e al momento inspiegabilmente senza scorta, mentre si trovava a Cosenza, Masciari si è sentito in pericolo e ha deciso di tornare, con mezzi di fortuna, senza essere rintracciabile, a Torino.
Ieri, finalmente è arrivato e ha dato notizie di sè, rilasciando un comunicato stampa.
Noi ci limitiamo ad un’osservazione: in Italia, che più di qualsiasi altro Stato si trova ad assegnare scorte e programmi di protezioni speciali, non è solo necessario assicurare una protezione fisica, offerta dal lavoro quotidiano delle forze dell’ordine, ma bisogna anchefare in modo che tante persone come Pino Masciari sentano la vicinanza delle istituzioni e non siano mai sole e non cadano nell’ombra dell’indifferenza e dell’anonimato.
Chi viene lasciato solo, diventa un bersaglio sin troppo facile.