Riforma calendario accademico – la saga continua…

Qui gli ultimi aggiornamenti a seguito dell’approvazione in Senato Accademico della riforma: Passi finali

Qualche mese fa comunicavamo l’imminente proposta di modifica del calendario accademico proposto dal nostro Ateneo, le nostre analisi e una nostra proposta alternativa, ora vi aggiorniamo su cosa è successo in questi mesi e cosa siamo riusciti ad ottenere.

In questi mesi, alla nostra proposta alternativa si è arricchita di ulteriori confronti, pareri tecnici da parte degli uffici, il sostegno della lista Svolta Studenti e soprattutto delle ulteriori rifiniture (come ad esempio la riduzione a una settimana e tre giorni della settimana di sospensione intermedia per esami + prove in itinere) affinché potesse avere delle chance di successo e condivisione anche da parte dell’Ateneo. Il nostro lavoro non ha potuto però giungere al confronto con gli organi e avere quindi possibilità di giocarsi la partita, poiché Lista Aperta non ci ha mai fatto avere un suo riscontro sulla nostra proposta, che gli avevamo presentato, preferendo unicamente procedere ad emendare la proposta dell’Ateneo; sottraendosi quindi ad una visione di una rappresentanza studentesca che sia motrice di nuovi paradigmi e che plasmi con idee proprie e diverse l’Ateneo in cui noi tutti studiamo.

Nostro malgrado siamo dunque dovuti ripiegare sul nostro piano B, cioè far sì che la proposta dell’Ateneo andasse comunque a miglioramento della situazione attuale e affinché l’iniziale proposta, che prevedeva tra le molte cose l’abolizione de facto delle prove in itinere, non si concretizzasse nei suoi risvolti peggiori.
Avendo quindi chiari i principi che ci avevano portato a formulare la proposta iniziale, abbiamo dialogato con l’Ateneo affinché venissero presi in considerazione i seguenti problemi (estratti anche dal questionario che vi avevamo sottoposto qualche mese fa):

  • La difficoltà di preparare le prove in itinere senza una sospensione delle lezioni;
  • Il poco tempo a disposizione tra un esame e l’altro (sovrapposizione di data / poca distanza tra un esame e l’altro);
  • La difficoltà per molti di proseguire o concludere i propri studi senza la possibilità di fare un esame a settembre e poi laurearsi;
  • La difficoltà nella preparazione di un esame senza un periodo di sospensione (no esami / no lezioni) prima della sessione di esami

Il lavoro con le altre liste e con gli organi ha portato quindi alla strutturazione della seguente proposta di calendario accademico che riassumiamo nei suoi punti salienti:

  • 3 settimane di esami a settembre (iniziando l’ultima settimana di agosto), 6 settimane di esami a febbraio e 6 settimane di esami a luglio
  • 1 settimana di sospensione (no esami / no lezioni) prima della sessione d’esami invernale e estiva
  • 4 giorni di sospensione per le prove in itinere, dal sabato al mercoledì compreso
  • Possibilità di laurearsi a settembre dando un esame (2° o 3° anno) nella stessa sessione di esami
  • 2 appelli di esami utili alla laurea a febbraio
  • Tempi minimi tra un esame ed un altro: 15 giorni tra due appelli dello stesso esame e 3 notti tra due esami dello stesso anno
  • Innalzamento da 4 a 5 appelli per gli studenti del primo anno di Ingegneria
  • Mantenimento di 6 appelli per le scuole di Ingegneria Civile Ambientale, Architettura e Design (quest’ultima sembra che stia progettandone una riduzione a 5, verso cui ci opporremo fortemente)

Di seguito alcuni schemi che speriamo esemplifichino al meglio il cambio dell’organizzazione:
(I grafici fanno una proiezione sull’anno accademico 2017/2018)

I primi effetti di questa riforma li vedremo sfortunatamente già da settembre di quest’anno a causa dell’anticipo dell’anno accademico al 18 settembre, il transitorio porterà quindi le seguenti conseguenze:

  • Non ci sarà il tempo per 2 appelli di esami a settembre; quindi gli esami del 1° semestre sposteranno uno dei due appelli su luglio, mentre quelli del 2° ne sposteranno uno su febbraio, avendoli però entrambi utili per la laurea.
    A seguito di una proposta delle rappresentanze, sarà però garantita la modifica del proprio piano di studi mediante istanza (senza costi aggiuntivi di mora) se qualcuno decidesse di modificare la struttura dei propri esami in seguito a questa notizia.
  • Il primo anno dei corsi di laurea magistrale in architettura e design quest’anno inizieranno il 25 settembre invece che il 18, a causa di problematiche riguardo l’allocazione nei laboratori.

Come rappresentanze abbiamo provato ad insistere affinché non fosse cancellato il 2° appello di settembre poiché abbiamo tutti ritenuto che fosse una grande scorrettezza nei confronti di tutti quegli studenti che hanno strutturato la propria carriera tenendo in considerazione di avere 2 appelli a settembre e non 1 soltanto. L’Ateneo ha però ritenuto che potesse essere di maggiore vantaggio per tutti avere un solo anno di transitorio invece che due, allo scopo di non protrarre per troppo tempo i disagi che il passaggio al nuovo modello porterebbe.

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Conclusioni:

La proposta che andrà in approvazione nel Senato Accademico di marzo non ci soddisfa appieno soprattutto poiché la filosofia che sta dietro questa proposta consiste nell’impostare un modello che privilegi una valutazione più compatta e prevalentemente finale suggerendo quindi allo studente che basta studiare durante la sessione stessa per superare gli esami (cosa evidentemente poco probabile). La nostra idea di didattica, come sottolineato già nel precedente articolo, si basa invece su una filosofia che favorisca modelli di studio più continui durante l’anno e che aiutino a fissare meglio i concetti e che siano di aiuto per gli studenti per autovalutarsi e eventualmente colmare le lacune prima che diventino irrecuperabili.

Inoltre evidenziamo che i 4 giorni di sospensione per le prove in itinere sono totalmente insufficienti, poiché bastano unicamente a svolgere l’esame stesso, senza dare il tempo per lo studente di studiare in autonomia i concetti; oltre a risultare insensati in quanto creano un doppio standard per i docenti stessi, che si troveranno o meno a perdere ore in base a quando saranno le loro ore di lezione: le perderanno se di mercoledì, giovedì o venerdì mentre non le perderanno se le avranno di lunedì e martedì.
Questa manovra si rivela inoltre ulteriormente insensata poiché già prevediamo che la gran parte degli studenti diserterà sistematicamente le lezioni del lunedì e del martedì per studiare in vista delle prove in itinere, svuotando le aule e rendendo poi necessario ai docenti dare nuove spiegazioni per poter proseguire il proprio programma di insegnamento.

 

Ci teniamo infine a sottolineare il grande impatto che abbiamo avuto come Terna Sinistrorsa e come rappresentanze studentesche in generale, scongiurando cose come l’abolizione della sospensione per le prove in itinere, e il relativo spostamento a 3 sabati di fila, l’eliminazione della possibilità di laurearsi a settembre per tutti coloro che non hanno sostenuto tutti gli esami entro luglio e riuscendo ad ottenere importanti conquiste come il 5° appello per il primo anno di ingegneria e dei tempi minimi stabiliti tra gli esami nella medesima sessione d’esame.

Nei prossimi mesi vigileremo affinché ci siano meno disagi possibili per tutti a causa del transitorio e affinché la proposta evolva nel migliore dei modi!

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Questionario:

A seguito della presentazione della proposta di calendario attualmente in campo, ci teniamo inoltre a presentare i risultati del questionario che vi avevamo sottoposto qualche mese fa e senza cui non avremmo potuto ottenere la gran parte delle conquiste che hanno reso la proposta dell’Ateneo più accettabile rispetto alla prima versione che ci era stata prospettata.