Riforma del calendario accademico, passi finali

20 marzo 2017: la Riforma del Calendario Accademico è stata approvata nel Senato Accademico del Politecnico.

Qui i contenuti chiave della riforma: Riforma del calendario accademico, la saga continua…

Grazie soprattutto a noi e alle altre rappresentanze studentesche sono stati fatti molti positivi passi avanti rispetto alla proposta iniziale:

  • I 5 appelli per le matricole
  • I 15 giorni tra due appelli dello stesso esame del medesimo semestre
  • Le 3 notti minime di distanza tra due appelli dello stesso semestre
  • La possibilità di laurearsi a settembre svolgendo esami nella stessa sessione
  • I due appelli di esame utili alla laurea nella sessione di febbraio

Nonostante ciò, come Terna Sinistrorsa abbiamo deciso di prendere una posizione chiara astenendoci dalla votazione per esprimere le nostre riserve e le riserve di molti studenti riguardo la filosofia che questa riforma stabilisce: disincentiva uno studio costante e favorisce invece uno studio maggiormente concentrato durante la sessione di esami.
Questa visione, come avevamo esposto già in un articolo di parecchi mesi fa (qui il LINK), non ci ha mai soddisfatto e non crediamo che sia l’obiettivo verso cui tendere in un’ottica di miglioramento della didattica e dell’efficacia dei nostri corsi di studio.
Con la nostra iniziale proposta abbiamo voluto avere l’ardire di provare a diventare motori di innovazione invece che semplici “miglioratori” di proposte giunte a noi; abbiamo avuto l’ardire di provare a ribaltare l’approccio delle rappresentanze studentesche nei confronti dell’Ateneo, costruendo una proposta alternativa valida a ciò che era stato proposto. Abbiamo avuto l’ardire di metterci in gioco su uno dei temi più complessi da gestire (considerando le molte tematiche incrociate) costruendo una proposta dagli studenti per gli studenti per incidere realmente sulle possibilità di ognuno di noi di comprendere a fondo ciò che ci viene insegnato passo dopo passo e non solamente in vista del prossimo esame.

Dopo mesi di discussione e di apporto costruttivo alla proposta durante i quali abbiamo portato all’attenzione degli Organi un questionario con più di 1500 risposte e 400 commenti e proposte giunti dagli studenti stessi, l’analisi di modelli innovativi di calendari accademici italiani e europei, una analisi sugli effetti che avrebbe avuto questa riforma in un’ottica di allineamento alle altre università europee, oltre che centinaia di ore di discussione tra di noi, non siamo riusciti ad ottenere di poter portare a votazione la nostra proposta. Eravamo consci fin dall’inizio che la nostra proposta avrebbe potuto non essere accolta e, per questa ragione, dal primo giorno abbiamo iniziato parallelamente a lavorare ad un piano B, ai miglioramenti di ciò che ci era stato presentato, avendo però sempre ben chiari i nostri obiettivi e una visione a più lungo periodo.

Tutto queste motivazioni ci hanno fatto propendere per la scelta dell’astensione durante la votazione in Senato: un’astensione che ha voluto essere un’espressione coerente e pienamente politica del nostro percorso e delle nostre idee esposte in questi mesi e anni.

Ci dispiace che questa nostra posizione politica non sia compresa da un’altra lista che ci accusa di opportunismo e mancanza di responsabilità verso il lavoro svolto in questi mesi tutti insieme verso un bene comune.
Da parte nostra però abbiamo deciso di non rispondere a queste accuse e lasceremo valutare a voi la fondatezza o meno: certi che la nostra coerenza dimostrata in tutto il percorso di questa riforma, anche quando le altre liste valutavano positivamente la prima proposta presentata in cui si ipotizzava di eliminare la sospensione delle prove in itinere e quando si ipotizzava di togliere la possibilità di laurearsi a settembre se non si fossero completati gli esami entro luglio, possa parlare a nostra difesa.