Breve Storia

Tra i tanti che si iscrissero al Politecnico nel ’94 c’era anche Daniele. Daniele già lavorava con SG (Sinistra Giovanile), e incuriosito andò a vedere chi erano i rappresentanti degli studenti in università. A sinistra c’era un solo gruppo che si chiamava LSD (Liberi Studenti Democratici), un collettivo studentesco. Daniele voleva far politica in università, ma non era un radicale. È di sinistra, ma con posizioni e modi più riformisti che radicali. Colto da entusiasmo si siede a un tavolo con 2 amici, discutono e decidono: al Politecnico sorgerà un gruppo di sinistra diverso dal collettivo: La Terna Sinistrorsa è nata.

Daniele Bignami suggerisce il nome, Guido Anfosso studia il simbolo, Francesco Stellacci diventa il responsabile; è l’ottobre del 1995.

Per le elezioni nazionali del ’96, fu allestito un tendone in piazza Leonardo da Vinci per l’Ulivo. Lì altre persone si avvicinano alla Terna, ne divennero parte, si crea il primo nocciolo. La Terna si presenta alle elezioni studentesche all’interno della lista LSD per il Consiglio di Facoltà di ingegneria (allora era uno solo), pur senza comparire sui manifesti.

Alle elezioni successive del ’98, la Terna è diventata numericamente importante: si presenta alleata con LSD e non più al suo interno col nome LSD-La Terna Sinistrorsa, che diventerà La Terna Sinistrorsa-LSD nel 2000 e così via fino al 2006, quando LSD non c’è più ma la Terna c’è ancora.

Dopo 18 anni la Terna c’è ancora, quando la maggior parte dei gruppi studenteschi muore in molto meno tempo. Come mai?

La Terna nasce come circolo di SG, per poi diventare il gruppo quasi omnicomprensivo che è ora. Le sue idee non sono quelli dell’intransigenza ma quelli del dialogo e del confronto.

Il gruppo capì che il ruolo di chi fa politica in università non sta esclusivamente nell’essere intermediario tra studenti e docenti. Si iniziò come rappresentanti, ma in breve tempo l’ambizione crebbe. Cominciò a serpeggiare l’aspirazione di trovare un collegamento tra quello che studiamo quotidianamente e la politica intesa come modo di cambiare il mondo.

Tutti gli anni c’è un bando per il finanziamento delle attività degli studenti. Si decise di iniziare con una mostra. I termini erano stringenti, Stellacci si ruppe un braccio nella corsa per portare la domanda di finanziamento agli uffici, eroicamente ci riuscì e sulla scia del successo di questa prima iniziativa ne arrivarono altre a valanga in seguito.

Mostre ne continuiamo a fare, ma non ci si limitò a questo. A qualcuno venne l’idea di organizzare un viaggio alla Biennale a Venezia. Da allora tutti gli anni l’organizziamo.

Un altro disse “qua al Politecnico abbiamo esperti di tutto, perchè non chiamiamo qualcuno a parlare di nuove tecnologie?”. Così venne il professor Decina a fare la prima conferenza, e tutto un lavoro sulle libertà digitali. Era la fine degli anni ’90, se oggi è attualità allora era il futuro.

Ma non ci accontentammo. Osservando le facoltà umanistiche ci si chiese “ma perchè in una scuola tecnica dobbiamo limitarci al tecnico?”. E nacque il primo cineforum. Considerato che tuttora ne facciamo 2 all’anno, il tabu che la visione di film per una riflessione fosse solo una questione “umanistica” crollò miseramente.

Poi “ma perchè non interfacciarsi col quartiere, e al contempo dare agli studenti qualcosa che svaghi dallo studio?”. Ed ebbe origine il Polisuona. E dato che “mens sana in corpore sano”, nel 2007 è nato il primo torneo che coinvolge tutti gli studenti del Politecnico di Milano: i Terna Poligames!

Da un numero di candidati che sta sulle dita di una mano, si è passati ai 40 del 2002, agli oltre 80 del 2004, agli oltre 100 del 2006. Attualmente abbiamo un’ottantina di rappresentanti eletti della sola Terna Sinistrorsa, più qualcuno che rappresentante non è.

Essere tanti permette di scoprire tanti problemi, dà un grande apporto di idee e di proposte. Grazie alla buona volontà di alcuni Terni, sono potute nascere Terna Bovisa ed Architerna, per occuparsi meglio di alcune realtà locali.

Del gruppo storico non c’è più nessuno. Daniele lavora al Politecnico, Francesco lavora al MIT, e così via tutti gli altri sono andati per la loro strada. La Terna però c’è ancora, ha attraversato tante persone e tante ne attraverserà. C’è spazio per tutti, per chi si identifica con una forza precisa, per chi non ha partiti di riferimento, per chi è cattolico, mussulmano, buddista, ateo o chissachè.

L’unica cosa che occorre per star con noi è la voglia di proporre, di metter mano a ciò che non va.