VALLADOLID, SPAGNA. Oggi ha nevicato. Sembra quasi uno scherzo dirlo, ma ho visto cadere dei fiocchi di neve sul gelido asfalto di una delle cittá più fredde della penisola iberica. Putroppo il freddo che si sente in questi giorni è peggiorato da un sentimento di sconcerno, nato dopo l’aggressione subita da Berlusconi la scorsa domenica nella mia cittá. Sono un’Italiana all’estero ed è poco che mi sono avvicinata alla política (vi consiglio di leggere il significato di política su wikipedia). Vorrei darvi il mio punto di vista. Prima di tutto: la violenza non è il metodo adatto per risolvere qualch’essia tipo di questione. La violenza contro una donna, un uomo, un animale o l’ambiente in cui viviamo non fará altro che aumentare le tensioni e le incomprensióni. Dobbiamo lottare pacíficamente per un mondo giusto e non violento. Solo così troveremo piacevoli e produttive le nostre giornate.
Secondo: non vorrei che l’accaduto permettesse alla maggioranza di approvare leggi e apportare tagli senza che vengano correttamente discussi e valutati. Non vorrei che le minoranze (quello che erróneamente chiamiamo “opposizioni”) si dimenticassero che il loro lavoro è quello di smussare, proporre e portare in parlamento le idee dei cittadini che le hanno votate. Vorrei che i nostri parlamentari, ogni tanto, si fermassero a pensare al lavoro pubblico che svolgono e sentino pesare sulle loro spalle la responsabilitá che tengono nei confronti del nostro paese. Vorrei che, insieme ai politici, i cittadini riflettano sul ruolo attivo che mantengono nella società e dell’influenza che possono dare. Per intenderci ed essere semplici: posso decidere di uscire di casa e salutare cordialemente il mio vicino, oppure salire in macchina senza salutarlo ed iniziare a strombazzare al semáforo, se la macchina davanti a me impiega 3 secondi a mettere la prima.
Correva l'anno 1973, quando l'11 settembre un colpo di stato, nel quale perse la vita il presidente Allende, mise fine alla democrazia in Cile e vide l'inizio di una orrenda dittatura, non senza l'appoggio dall'estero. A 36 anni di distanza ricordiamo quei momenti bui per la storia del Cile, del sudamerica e del mondo, con un video che rappresenta la stagione alla quale il colpo di stato metteva fine per il Cile.
Discorso del presidente Salvador Allende all'università di Guadalajara (Messico)