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Laurea magistrale in pianificazione, novità in discussione
Si è tenuto lo scorso 10 novembre un nuovo consiglio di corso di studi, dopo quello della primavera scorsa in cui si ipotizzava una modifica della struttura del corso, in quando secondo i più la struttura attuale non è capace di interpretare a sufficienza le esigenze di questo profilo professionale, con esiti non sempre soddisfacenti sui profili formativi degli studenti e sulle iscrizioni.
Il corso ricordiamo ha un numero chiuso di 100 studenti, di cui 30 riservati agli stranieri. Dei 70 italiani ogni anno circa la metà provengono dalla laurea triennale in urbanistica, l’altra metà da altri corsi di laurea e anche da altre facoltà.
Con un documento presentato dai rappresentanti degli studenti (disponibile qui) esprimiamo il nostro punto di vista, cioè che vi sono problemi relativi a internazionalizzazione, struttura del corso di laurea confusa, laboratori sovradimensionati, tirocini e difficoltà ad costruire percorsi formativi per gli studenti.

Il preside di facoltà sottolinea che i problemi sono le condizioni di contesto (l’urbanistica milanese e italiana) che sono sfavorevoli in quanto deludenti, che ci sono altresì problemi interni al corso, che stenta ad avere una struttura coerente con i profili formativi chiari e le discipline insegnate, nonché problemi per l’eccessiva eterogeneità degli studenti che vi studiano.
Gli interventi successivi sono in gran parte sulla stessa linea, in particolare rilevano carenza in alcuni settori disciplinari, come le materie ambientali e in materia energetica. Alcuni sottolineano che la figura che esce dal corso di studi non è chiara e che gli orientamenti non sono chiari, soprattutto quello di “politiche pubbliche” (“troppo vago e può comprendere qualsiasi cosa”). Inoltre è segnalato il problema dell’eterogeneità della formazione degli studenti iscritti, dell’eccessivo peso dei laboratori, dell’eccessivo numero di corsi opzionali, spesso con meno di 15 studenti iscritti.
Tutti argomenti condivisibili, al limite quello che sorprende è che e se ne discuta un po’ tardivamente.
Le proposte. Come soluzioni a questi problemi si parla di una serie di proposte che verranno portate a un prossimo consiglio fra qualche mese, in tempo per la programmazione del prossimo anno accademico, che avverrà in primavera 2010. Le proposte di cui si parla, non ufficiali e in nessun caso definitive, in sintesi sono: limitare gli innumerevoli orientamenti culturali a due filoni principali: Progettazione urbanistica (con i laboratori di piani urbani e di piani territoriali) e Progetto urbano (con i laboratori di progettazione urbanistica e di politiche urbane); ridurre i laboratori a 2 per ciascun orientamento. I laboratori di politiche sociali e quello di politiche di sviluppo sarebbero ridotti di crediti e trasformati in corsi opzionali di tipo progettuale, da affiancare ai laboratori. Rafforzare gli insegnamenti in materia ambientale e energetica, nonché sui trasporti. Possibilità di introdurre seminari formativi per gli studenti che si iscrivono provenendo da corsi triennali che poco hanno a che vedere con il planning. 

Denis Gervasoni

 
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