Intervento Valutazione della Didattica

Come valutare la qualità della didattica in un contesto più complesso che in passato?

Buongiorno a tutti,

il tema del miglioramento della didattica è certamente complesso, ma ancora più difficile risulta identificare gli strumenti adatti a valutarne la qualità e ad indicare i percorsi più utili per aumentarne l’efficacia.

Giudichiamo ragionevole partire da un’analisi delle pratiche che al Politecnico sono già in uso, prima di inoltrarci nell’identificazione di ulteriori strumenti di cui il nostro Ateneo potrebbe dotarsi.
Come è noto l’attuale questionario della didattica, compilato dagli studenti prima della fine di ogni corso, consente di definire una valutazione complessiva dell’insegnamento e di ottenere dei dati quantitativi che possono essere utilizzati per analisi statistiche. Si tratta di un meccanismo ormai in vigore da parecchi anni che ha prodotto risultati senz’altro positivi, ma che non è certo esente da criticità e prospettive di miglioramento.

Evidentemente risulta cruciale far sì che gli studenti siano resi consapevolmente partecipi del processo di valutazione e lo percepiscano come effettivamente utile, in modo che compilino il questionario con la massima serietà ed impegno. Sarebbe auspicabile che docenti ne spiegassero l’importanza fin dal primo semestre del primo anno; in questo senso ci teniamo a ricordare la pratica, decisamente positiva, dell’ex-preside di Ing dei Sistemi, che presentava personalmente questo strumento in tutte le aule del primo anno
per preparare adeguatamente gli studenti alla prima valutazione.
Aumentare la tempestività con cui i dati vengono pubblicati consentirebbe inoltre agli studenti di “vedere” i risultati dei questionari, contribuendo a dare un senso di concretezza alle valutazioni effettuate.

Inoltre risulterebbe certamente utile integrare il questionario a crocette con un foglio supplementare a risposte aperte, come avviene già in molte delle nostre Scuole, permettendo agli studenti di esprimere valutazioni e suggerimenti di carattere più generale. Altro fatto degno di nota, a nostro parere, è l’utilizzo da parte di alcuni docenti, per esempio nella Scuola di Ingegneria dell’Informazione, di un questionario informale distribuito a metà corso. Si potrebbe permettere al docente di inserirvi alcune domande, a sua discrezione, che indaghino aspetti molto specifici del proprio corso e lo rendano parte attiva del processo di valutazione. Ad esempio un docente potrebbe essere interessato a verificare se è stata più efficace la trattazione di un determinato argomento tramite proiezione di slide, o se risulti invece preferibile l’uso dei vecchi, ma ancora molto validi, “gesso e lavagna”. Questo garantirebbe inoltre un’immediata ricalibrazione delle modalità didattiche e un intervento diretto sulle criticità eventualmente evidenziate.

Siamo però consapevoli che la qualità della didattica non possa e non debba essere valutata esclusivamente dagli studenti. Per ottenere un’analisi più completa e affidabile dobbiamo incrociare il questionario con altri strumenti di “misurazione”.
In particolare vediamo con favore l’attivazione dei processi volti all’accreditamento di alcuni dei nostri corsi di studio e la sperimentazione di progetti di peer review con atenei esteri, sottolineando come questi debbano riguardare non solo i contenuti didattici dei corsi ma a maggior ragione le modalità di insegnamento utilizzate.

Giudichiamo molto interessante e meritevole di approfondimento anche l’esperienza portata avanti dalla commissione sull’innovazione della didattica di Ingegneria Industriale, che ha dimostrato le opportunità di collaborazione con gli ambiti umanistici che si occupano di fare ricerca sulle modalità formative. Riflettere sul metodo di insegnamento è infatti l’unico modo per poter trasmettere in maniera più efficace le proprie conoscenze.

In conclusione, pensiamo che qualsiasi siano gli strumenti e le modalità utilizzate dal Politecnico per valutare la qualità della propria didattica non si possa prescindere dal valore propositivo che la valutazione stessa deve assumere.
L’unico vero fine di tale processo dovrebbe essere, infatti, l’attivazione di un circolo virtuoso che contribuisca al progressivo miglioramento dei metodi didattici, arrivando a definire una modalità di valutazione che oltre a individuare problemi sia utile nel formulare soluzioni.
In tal senso riteniamo che agli studenti, a cui finora è stata richiesta la mera compilazione di un questionario anonimo, debba essere chiesto un maggiore impegno e coinvolgimento nella valutazione dei contenuti didattici dei corsi, [come è avvenuto per esempio durante il processo di accreditamento del corso di Ingegneria Gestionale da parte di EQUIS.]

La fiducia nelle capacità di analisi dei nostri allievi è fondamentale per avere da loro un efficace contributo, complementare rispetto a quello dei docenti, che consenta un’evoluzione innovativa del nostro Politecnico.

Grazie per l’attenzione

Fabrizio Cotini
Presidente del CdS e rappresentante degli studenti in CdA