La lunga marcia verso le unioni civili: #SVEGLIATITALIA

Febbraio 2007, Joseph Ratzinger afferma la sua “seria preoccupazione sulla legge sulle coppie di fatto”: è l’inizio del Family Day nonché la fine della DICO, proposta di legge presentata dal governo Prodi che poco più di un anno dopo sarebbe stato sfiduciato. La famosa Dico, che portò lo scontro tra le due piazze romane, tra chi era a sostegno della riforma sulle convivenze e chi contrario, non fu la prima, visto che di Unioni Civili se ne parla già dalla fine degli anni ’80, grazie ad una timida proposta di legge presentata dai Radicali. Da lì in poi è un susseguirsi di sigle: PACS, DICO, DIDORÉ, CUS; tutti nomi che potrebbero uscire da una favola per bambini se il tema non fosse tremendamente serio. La situazione si ferma completamente a causa della crisi del governo Berlusconi e dei due governi Monti-Letta, fino al 2014 quando Renzi afferma la forte volontà ribadita più volte nel corso del suo mandato di approvare una riforma che dia un senso istituzionale alle Unioni Civili. A Marzo 2015 esce dalla commissione Giustizia del Senato il DDL presentato dalla senatrice Monica Cirinnà (PD), e di nuovo parte la guerra in Parlamento, vengono presentati più di 4000 emendamenti per bloccare la riforma ma a fine Gennaio 2016 viene finalmente calendarizzata in Senato.

Cosa è successo nel frattempo?

Nel 2013 il Parlamento Francese firma una legge sul matrimonio tra coppie dello stesso sesso, una legge forte, dove il legame del matrimonio viene equiparato anche alle coppie omosessuali, molto diverso rispetto alla timida legge Italiana. La vera svolta avviene nel 2015, a Maggio il referendum in Irlanda (paese cattolico), il 62% dice Si alle nozze Gay, inimmaginabile se si pensa che solo 20 anni, nell’ “isola verde” è stato depenalizzato il reato di omosessualità. Il 26 Giugno la Corte Suprema Americana decreta la legalità delle unioni omosessuali in tutto il paese: poche ore dopo iniziano i festeggiamenti a Washington e in tutti gli Stati Uniti. Come sempre succede internet diffonde velocemente la notizia, rendendola “virale”, così Facebook decide di festeggiare a modo suo, permettendo a tutti di cambiare la propria immagine del profilo con un filtro Arcobaleno, mentre l’hashtag #LoveWins (L’Amore Vince), lanciato da Obama, impazza sui social.

In Italia, grazie soprattutto alle vicende internazionali, si ritorna presto a parlare del DDL Cirinnà, il 21 Luglio l’Unione Europea sanziona l’Italia per non aver ancora legiferato sul tema, nel mentre Giovanardi e il centrodestra tentano di bloccare la riforma, che tuttavia continua, lentamente il suo lento iter fino alle vicende di questi giorni.

Come spesso accade nel nostro paese quando la situazione sembra risolversi, si torna allo scontro tra piazze, anzi tra le “Piazze” che il 23 Gennaio manifesteranno guidate dalle associazioni LGBT e dai comitati STOP Omofobia, e la “Piazza”, quella che a Roma, il 30 Gennaio, riunirà gli oppositori della Cirinnà, sotto il logo ormai consolidato del “Family Day”. Tuttavia, per capire se siamo davvero arrivati ad un punto di sblocco non servirà capire quante “Piazze” (a sostegno delle Unioni Civili) vale la “Piazza” di Roma, perché la guerra sarà puramente interna ai Palazzi della politica: è un problema politico, che prescinde dalle varie giustificazioni morali. Il Vaticano teme una sconfitta politica, come successo in Spagna e Irlanda, non è un caso che la Cirinnà, durante una recente intervista abbia ribadito “Il Parlamento farà il Parlamento e la Piazza farà la Piazza, così come lo Stato faccia lo Stato e la Chiesa faccia la Chiesa”.

Se ancora occorrerà aspettare per capire cosa farà il Parlamento la situazione politica si fa sempre più complessa: se il responso dovesse essere positivo, la legge sarà un non ritorno, così come è stato per la legge Francese del 2013 e con i referendum sul divorzio e sull’aborto, e anzi, sarà un punto di partenza verso il percorso, naturale, di una sempre maggior tutela. Almeno fino alla totale parità, in termini di diritti, con il matrimonio. Diciamolo chiaramente, nessuno dei simpatizzanti del Family Day si vedrà la propria famiglia “tradizionale” intaccata dalla riforma, anzi col tempo, finiranno per dimenticarsi che esiste una legge che tuteli le coppie di fatto; così magari qualcuno capirà che per difendere la famiglia non si deve, per forza, impedire ad altri di farsi la propria.

Per proseguire questa battaglia di civiltà il 23 Gennaio anche noi saremo in Piazza della Scala a Milano per sostenere il DDL Cirinnà alla manifestazione #SVEGLIATITALIA , unisciti a noi e anche te FAI IL PRIMO PASSO VERSO L’UGUAGLIANZA!

Mauro Cicalò

maurocica@gmail.com

sveglia-23gen

 

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