Questo il tema cruciale di cui si è parlato lunedì 18 maggio, durante l’ultima seduta del Senato Accademico. Riassumendo per punti, ecco cosa è stato proposto:

  1. Lezioni dei tutti i corsi d’Ateneo erogate fisicamente (in aula) solo in piccola parte, indicativamente tra il 40 e il 50% del totale.
  2. A discrezione dei singoli Corsi di Studio, la quantità delle ore di lezione da effettuare in aula, da organizzarsi in funzione dei vincoli di distanziamento, oltre che in funzione delle caratteristiche didattiche del corso stesso.
  3. Le ore di lezioni restanti, non erogate in presenza, invece erogate telematicamente come stiamo sperimentando in questo semestre.
  4. Per gestire la didattica in presenza e i flussi di persone che questa comporterebbe, si modifica la fascia oraria delle lezioni, trasformandola in 10:00 – 20:00, andando così ad evitare gli spostamenti negli orari di punta.
  5. L’Ateneo vuole portare tutti gli studenti in presenza, anche se per un minimo di ore. Resta ancora in dubbio la possibilità di avere il 100% della didattica erogata anche a distanza, per chi non potesse o non volesse venire a Milano.

Dopo attente riflessioni e discussioni, abbiamo deciso di portare delle proposte migliorative come Lista in senato, attraverso il nostro Senatore.

Pur essendo consapevoli dell’alto rischio di creare disuguaglianze attraverso una qualsiasi forma di didattica mista, abbiamo provato ad introdurre il tentativo di ridurre la popolazione di studenti a cui erogare la didattica in presenza.

Questo potrebbe essere possibile scegliendo fra i corsi di laurea che ne hanno più bisogno, riservandogli più spazi utili per un orario più completo. Per poi, organizzare il rientro degli altri corsi durante l’anno.

La nostra proposta non è stata accolta e ascoltata, ma esprimerci in dissenso con la proposta del Rettore è stata una buona occasione per mettere in discussione le sue parole.

Restano ancora molti dubbi, poiché molti aspetti della vita in Ateneo non sono stati adeguatamente affrontati: spazi studio, flussi in ingresso e uscita, pausa pranzo e altro ancora.

Le singole Scuole, sulla base dell’impianto previsto dal Senato, dovranno occuparsi autonomamente della riorganizzazione dei propri corsi di studio e delle modalità adeguate all’erogazione della didattica.

Cerchiamo ora di spiegare nel modo più semplice possibile cosa ci ha portati ad esprimerci in dissenso rispetto alla proposta del Rettore, al fine di coinvolgere anche gli studenti che non si trovano a diretto contatto con la rappresentanza.

Abbiamo detto NO a tutta una serie di motivazioni:

  • alla mancanza di trasparenza e comunicazione;
  • ad una proposta priva di una solida previsione fatta di numeri reali;
  • ad una proposta che non prevede lo scenario peggiore (nel caso in cui i numeri risalgano e vi sia un nuovo lockdown);
  • ad una logica di fondo che ha escluso tutte le variabili che gravano ora su uno studente, che siano di tipo economico, sanitario, familiare, psicologico etc;
  • ad una proposta che sembra non considerare quanto sia difficile ora per uno studente, o per una famiglia, fare scelte sul proprio futuro non avendo delle certezze tra le mani.

Inutile dire quanto tutti vorremmo che si potesse tornare alla vita di prima, anche da domani. A tutti manca passare le giornate al Politecnico, tra le ore di lezioni, le pause caffè, le revisioni che durano una giornata intera, le attività culturali e i pranzi in piazza Leonardo.

Ma la normalità è ancora lontana e non possiamo lasciare studenti e famiglie nell’incertezza, mettendo a rischio il proprio futuro e le proprie risorse economiche, appellandoci solo alla naturale voglia di vivere di nuovo tutti insieme la nostra università.

Come studenti e come rappresentanti, continueremo il nostro lavoro fra le aule di teams e gli organi di Ateneo, cercando di evidenziare tutte le criticità che possiamo ritrovare e proponendo soluzioni migliorative tutti insieme.

Volendo sottolineare quanto sia delicato questo momento, e quanto la riflessione risulti difficile e al contempo urgente, proprio per le difficoltà che sono sopraggiunte in questi mesi, chiediamo a voi studenti di riflettere insieme a noi e di partecipare al dibattito che tocca, anche se in modi diversi, ognuno di noi.

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