la burocrazia ci seppellirà

La redazione tutta

UN LANTERNA DIVERSO

 

Questa è un’edizione del Lanterna un po’ speciale.  

Certo, portare a termine il Lanterna è sempre un’avventura. Organizzarsi e autoimporsi scadenze è un tetris level hard: al Poli di norma fai il Poli, mica granché d’altro.  

Però a sto giro c’è una novità: non siamo riuscitǝ ad ottenere i fondi dal Politecnico per stamparlo. 

COSA è SUCCESSO?

 Per partecipare al bando per i fondi delle attività culturali autogestite dagli studenti vi sono due modalità di accesso automatiche: avere rappresentanti negli organi centrali (CdA e Senato) o essere riconosciuti come associazione dal Politecnico. 

Avendo La Terna Sinistrorsa brillantemente perso le elezioni e conseguenti rappresentanti negli organi, avevamo da percorrere la terza via: presentare un quantitativo minimo di firme di studenti sostenitori, solamente 50.  

Ne abbiamo racimolate poco più di 50. Ma la burocrazia è un progetto satanico, e per ulteriori vincoli sui firmatari, alcune firme non sono state convalidate e non abbiamo raggiunto la soglia minima.  

Non è stata quindi la mancanza di sostenitrici e sostenitori, ma un inghippo eminentemente burocratico: avendo saputo con 24 ore di anticipo sul pronunciamento del rifiuto delle nostre firme siamo corse a raccoglierne di nuove. Nel giro di otto ore ne abbiamo raccolte 70, che abbiamo comunque depositato, tuttavia non sono state accolte poiché oltre il termine prestabilito.

come una metastasi

 

È da tempo che la logica burocratica peggiora, aumentando di complessità e violenza. 

Ci vogliono più firme, più fogli, più mail a più uffici per ottenere i permessi per fare le attività, che nominalmente dovrebbero essere autogestite dagli studenti (cosa rimane da gestire a noi? I potenziali danni, ossia l’assunzione di responsabilità nel caso qualcosa andasse storto). 

Per fare un esempio: le ultime maglie che siamo riuscite a farci approvare, prima che un nuovo regolamento deliberasse la grandezza dei loghi, il posizionamento degli stessi e pure le scritte da poterci mettere (sempre deve apparire STAFF), hanno richiesto la compilazione della lista dei potenziali fruitori.  

Atto di per sé abbastanza odioso, quello di scrivere liste di nominativi da consegnare alle autorità. Avevamo il sospetto fosse stato chiesto tanto per sghiribizzo burocratico, senza un uso effettivo reale. E in effetti delle trenta tuple consegnate, alcune erano palesemente di nomi impropri.  

Compariva ad esempio un Lev Davidovich Bronstein, con tanto di data di nascita 1879.

uno strangolamento sul duplice fronte

 

La burocrazia, quindi, cresce e peggiora per logica intrinseca e in questo suo sconfinamento non ghermisce solo gli infimi gradini della piramide del potere, gli studenti, ma anche i suoi sacerdoti, cioè le persone che lavorano negli uffici. 

Nell’aumentare dei compiti, infatti, si sono ritrovatǝ sempre più sotto pressione non riuscendo a gestire l’immane flusso di scartoffie di cui tenere traccia.  

È venuto così meno il cruciale aiuto che veniva erogato in fase di compilazione dei bandi, fatto di suggerimenti, infinita pazienza nel far notare gli errori, vere e proprie consulenze su come affrontare gli ostacoli di ogni sorta. 

Un rapporto umano nell’affrontare l’impersonalità incartata

In una logica perversa però, la (non) soluzione al problema del carico di lavoro è stata imporre scadenze ancora più stringenti lato studenti, creando un circolo vizioso. 

 Ad oggi, per farsi approvare l’immagine di una locandina, bisogna inviarla almeno due settimane prima: più firme, più carta, più mail.

che fare?

 

Ok, questo fino a qui sembra un rant di una lista di sfigati che ha sbagliato durissimo a fare delle semplici cose: ce lo siamo meritati, colpa nostra etc. etc. In un certo senso è vero.

Ma alle lezioni di ginnastica all’obbedienza eravamo assenti e abbiamo quindi delle proposte. 

Affermare il principio della fiducia. 

Beninteso, le regole per l’antiriciclaggio e distrazione di fondi della pubblica amministrazione rimangano dove sono. Hanno una loro necessità e soprattutto non possono essere cambiate a livello Politecnico.

Quello che chiediamo è la rimozione dei corollari di ammennicoli regolamentizzi aggiunti specificamente dal poli. Insomma, sarebbe bello se la voglia di fare fosse sempre maggiore del numero di scartoffie da compilare.  

Così facendo si avrebbero più attività, meno stress e più godimento. Sia per gli uffici che per gli studenti. 

Riprendendo l’esempio: approvare le locandine in maniera automatica e solo qualora ve ne fossero di inopportune diffidare l’associazione in questione, sottoponendo a ulteriori controlli. 

Negli anni si sono viste mediocri, belle e magnifiche locandine, da parte dell’associazionismo tutto e mai una che fosse minimamente incresciosa. Riaffermare con forza la possibilità ad autodeterminarsi della componente studentesca, a partire dalle sue attività autorganizzate, ribadendo che non vi è necessità di essere sotto perenne controllo. 

Abbiamo più lauree che capelli, siamo in grado di farlo. 

nel frattempo..

Ci stiamo reinventando per poter continuare ad essere La Terna Sinistrorsa, da pochi mesi riconosciuta come Associazione di Promozione Sociale (APS). 

Un giorno ma non oggi, anche questo Lanterna sarà tangibile, perché diciamocelo, persino la copertina è un ficata!  

Con la promessa di risorgere dalle scartoffie, vi lasciamo a questo Lanterna #52 – for the nonce, virtual version. 

La Terna Sinistrorsa