Wakhan Thanka

di Daniele Adamo

Da come può suggerire la parola “ri-flettere”, flettere nuovamente, astraendo liberamente senza vincoli, sembra essere arrivato il momento di rimettersi in discussione e chiedersi dove siamo. Studi di psicologia, divulgati da giornali e riviste, hanno portato all’attenzione l’importanza dei momenti di depressione (de-pressione, per continuare il giochino intrapreso all’inizio) per la “crescita” personale.
In tali occasioni difatti il cervello elabora molte più informazioni di quante solitamente stimoli in condizioni di normalità (in condizioni di buona pressione), per far fronte alla contingenza “negativa”. Rimettersi in gioco per superare le difficoltà rinforzandosi, rimettere in discussione il proprio operato, il lavoro, il proprio carattere, dunque flettersi nuovamente per poi raccogliersi ancora, più preparati e forti di prima.

Questo è il carattere nobile e proprio degli esseri viventi, piante comprese, dove tale pratica è una proprietà specifica chiamata resilienza. Osservato da lontano, da dove è possibile godere di una visione globale d’insieme, e considerato un arco di tempo molto più ampio, tale esercizio in questione diventa un processo che potrebbe essere accostato alla tensione evolutiva.
Sovviene il principio darwiniano secondo il quale si riconosce che nessun organismo può (r)esistere per sempre, a meno che non si adatti all’ambiente nel tempo in cui si sviluppa. E l’effetto a “collo di bottiglia” delle grandi glaciazioni ha premiato la propaggine delle specie più resistenti, rafforzandole.

E se lo stesso principio si potesse applicare alle idee, all’economia e alla politica?

Il principio filosofico dell’economia politica classica nasce nel ‘700, con Adam Smith, adatto alle necessità dell’epoca, durante l’età degli imperi e delle espansioni coloniali. Sempre adattandosi alle mutate necessità, nella grande depressione del 1929, Keynes spiegò al mondo occidentale i fondamenti della macroeconomia, l’idea di supportare l’occupazione con l’intervento statale, l’inizio di una rivoluzione sviluppatasi poi nel dopoguerra.

Eccoci arrivati dunque a riflettere sulla recessione, rimettere in discussione l’operato dell’economia globale e della ricchezza reale. Quale miglior momento di questo per chiederci dove siamo arrivati? Ma soprattutto, qual è oggi la nostra idea di sviluppo?

Qual è oggi la nostra idea per migliorarci?

A partire da quest’anno accademico al Politecnico di Milano, sotto l’ala materna de La Terna Sinistrorsa, nasce un progetto apolitico di rinnovamento culturale, in forza a Ingegneri ambientali, urbanisti e architetti: il  “Wakhan  Thanka”.
L’idea di fondo è quella di coinvolgere e rendere consapevoli gli studenti su impellenti questioni di natura ambientale e sociale, spesso ignorate, attraverso l’organizzazione di incontri e la promozione di validi libri sui temi citati, nel tentativo di ripristinare un fruttifero e consapevole legame tra le nostre azioni e la Terra.

Dai primi giorni di aprile abbiamo preso posto attivo in solarium, sopra l’acquario, nella struttura a cubo già visibile e ultimata di recente. All’interno di questo spazio sono allestite due biblioteche, una più piccola e specifica con testi e autori scelti in merito allo spirito dell’iniziativa, l’altra, invece, di orientamento libero e operante nei termini e modalità del bookcrossing. È possibile presentarsi alla struttura e chiedere di prelevare un libro. Se la lettura d’interesse appartiene alla libreria piccola e specifica, sarà registrato il nome del ricevente come in una normale biblioteca, e sarà contattato solo qualora ci fossero altri studenti in attesa dello stesso testo; altrimenti è possibile depositare un libro che si vuole condividere con altri nella cross-libreria e/o prelevarne uno dalla stessa, a proprio piacimento, senza limiti restituivi.

Ma non è finita qua!
Già nel primo  semestre, il Wakhan Thanka, ha organizzato tre incontri che alcuni di voi ricorderanno: dal consumo di suolo all’insufficienza alimentare (Quale ricchezza per un pugno di Terra?), dall’acqua virtuale ai metodi di coltivazione moderni dei beni alimentari (Terre di NessunoAcqua senza nome: 2500 litri d’acqua per un panino?), fino alla spettacolare chiusura di fine anno con tre importanti professori del Politecnico a confronto,dall’economia globale ai costi ambientali e sociali (Sistemi produttivi in un sistema chiuso: finché ce n’è viva il Re?).

Dal prossimo semestre continueremo la promozione di una rinnovata cultura attraverso altri incontri e workshop, in collaborazione con altre attività quali Campus Sostenibile, Policiclo e RigeneriAmo, per incentivare l’autonomia personale, incoraggiando la mobilità dolce, il riuso ed il riutilizzo dei rifiuti. Insomma, passa a trovarci e partecipa alla vita studentesca!

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