Le nuove linee guida per la mobilità internazionale

di Fabrizio Colombelli

Dopo circa due mesi di discussione con l’amministrazione e la componente docente del Politecnico, lo scorso dicembre sono state finalmente approvate, sia dal Senato Accademico che dal Consiglio di Amministrazione, le nuove linee guida per la mobilità internazionale, il cui fine è chiarire agli studenti quali siano le possibilità e le relative procedure per partecipare a un programma di scambio in un paese estero.

Vediamo quali sono le novità che hanno avuto (e avranno) maggior impatto sugli studenti:

  • Al fine di permettere un’esperienza all’estero ad un maggior numero di studenti, la cosiddetta “formula Spinelli”, che calcola il grado in base al quale vengono stilate le graduatorie, è stata corredata di un termine (5N) che sottrae al candidato 5 punti per ogni esperienza di mobilità già effettuata. La nuova formula assume dunque la seguente forma:

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  • È stata esplicitata la possibilità di inserire nel Learning Agreement degli insegnamenti che non si trovino necessariamente nell’offerta formativa del proprio corso di studio e che il piano degli studi approvato prima della partenza, se opportunamente svolto nell’università di destinazione, debba essere convalidato al ritorno senza variazioni.
  • È stato definito in modo omogeneo e chiaro il metodo di valutazione per gli studenti di design e architettura: 10 punti per il portfolio, 10 per la conoscenza delle lingue/lettera di motivazione/CV, 10 per il colloquio e massimo 30 per la media (calcolata con la sopraccitata “formula Spinelli”). I punteggi parziali, inoltre, saranno pubblicati affinché i candidati possano comprendere i propri punti di forza e le proprie debolezze.
  • È stata preclusa la possibilità di partire in scambio durante il primo semestre del primo anno di laurea magistrale (a meno che non si partecipi a particolari programmi quali doppie lauree e simili). Fra i cambiamenti introdotti, quest’ultimo è certamente quello che ha generato maggior scompiglio e malcontento tra gli studenti, oltre ad aver dato luogo ad alcune polemiche, soprattutto perché non ne è stato compreso il senso.

Cerchiamo quindi di fare chiarezza sulle ragioni alla base di questo provvedimento che, fondamentalmente, derivano dalla necessità di risolvere un problema di natura tecnico-normativa legato allo status dello studente al terzo anno di laurea triennale: da quando è stato introdotto il sistema “3+2”, infatti, laurea triennale e laurea magistrale sono due percorsi di studio totalmente slegati tra loro (tant’è che cambia il numero di matricola); tecnicamente, quindi, uno studente del Politecnico al terzo anno della triennale risulta essere nella stessa situazione di uno studente del terzo anno iscritto in un altro ateneo o, per fare un altro esempio, di uno studente all’ultimo anno delle superiori. Così come a queste ultime due tipologie di studente è, ovviamente, preclusa la possibilità di partecipare al bando Erasmus, allo stesso modo dovrebbe essere preclusa agli studenti del Politecnico, semplicemente perché non si è iscritti al corso di laurea per il quale si sta chiedendo la mobilità! Nonostante ciò, negli ultimi anni, il Politecnico ha concesso ai propri studenti della triennale di fare richiesta di mobilità per l’anno successivo: questa opportunità, purtroppo, ha fatto sì che si verificassero alcuni episodi (esigui dal punto di vista numerico ma comunque rilevanti dal punto di vista dell’immagine che il Politecnico dà di sé alle istituzioni partner e, talvolta, anche dal punto di vista legale) che hanno portato alla luce l’incongruenza di tale situazione e, contestualmente, l’esigenza di una soluzione.

Consapevoli che, ad oggi, circa un terzo degli studenti, per diverse ragioni pratiche e/o accademiche, sceglie di partire al primo semestre di LM, nei diversi organi competenti (Senato Accademico, Consulta della Didattica e Commissione Permanente Studenti) abbiamo cercato di evitare che queste disposizioni, riducendo di fatto le opportunità, si ponessero come un effettivo freno alla mobilità internazionale degli studenti del Politecnico di Milano, contravvenendo alla linea strategica di internazionalizzazione intrapresa e fortemente supportata dall’ateneo: ci siamo quindi opposti alle iniziali proposte che prevedevano vincoli ancora più stringenti, come periodi di mobilità possibili esclusivamente al secondo anno di laurea magistrale o, addirittura, un numero massimo di 40 crediti riconoscibili dal Politecnico, e abbiamo infine trovato una soluzione di compromesso nella possibilità di poter partire anche durante il secondo semestre del primo anno magistrale.

Tuttavia, non soddisfatti, abbiamo preteso che il Senato Accademico si impegnasse formalmente a rimuovere o allentare ulteriori vincoli che, al momento, relegano la mobilità internazionale dell’ateneo ad un misero 2.6% della popolazione studentesca totale: insieme ai rappresentanti di Svolta Studenti, abbiamo quindi presentato un documento con cui si richiedeva di intervenire su quello che riteniamo essere il vincolo maggiore alla mobilità in uscita, ossia la difficoltà a farsi approvare un piano di studio (soprattutto ad ingegneria, dove è molto diffusa la logica secondo la quale gli esami svolti all’estero debbano avere una corrispondenza quasi puntale con gli esami italiani, sia per numero di crediti che per programma didattico).

Le nostre proposte sono state recepite e accolte dal Senato Accademico, come si può evincere sia dalle nuove linee guida, sia dal Piano Strategico Triennale dell’ateneo, approvato all’unanimità, all’interno del quale è stata aggiunta appositamente la frase: “sostenere l’esperienza degli scambi in uscita, superando la logica della corrispondenza puntuale tra gli esami del Politecnico e gli esami degli atenei esteri, in favore di una logica di corrispondenza di competenze e abilità coerenti con gli obiettivi formativi di ciascun corso di laurea e rivedendo i regolamenti didattici affinché siano strutturati e organizzati in maniera tale da non limitare la mobilità degli studenti.”

Nei prossimi mesi vigileremo sulla situazione e, dati alla mano, accerteremo se queste nuove linee guida abbiano determinato una contrazione della mobilità o meno: a seconda dei risultati trarremo le nostre conclusioni e, se necessario, richiederemo ulteriori interventi correttivi al fine di favorire il più possibile gli scambi culturali con altri paesi.

Per chiarimenti e spiegazioni aggiuntive non esitate a contattarci.

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