Facciamo bene i Conti

Una Repubblica di Governi “non eletti”

 

di Manfredi Schembri

Sono trascorsi ormai diversi anni, precisamente dallo scacco ad Enrico Letta da parte di Matteo Renzi (#EnricoStaiSereno), da quando la Destra Italiana ha aggiunto all’interno del proprio repertorio da costante campagna elettorale l’espressione di “Governi non eletti”.

Un concetto e un’onda che ha ben cavalcato nel tempo anche l’ormai tramontante Movimento 5 Stelle. Hanno gridato allo scandalo, all’ingiustizia, agli intrighi di palazzo. Questo con Renzi, con Gentiloni, ancora prima con Monti (dopo averne votato la fiducia…) e oggi la melodia si ripete con il Governo Conte Bis, o Governo Conte Due.

Dallo sguardo lascivo di consenso, i maggiori esponenti dei partiti di Destra, ormai estremisti e sovranisti, invadono le piazze d’Italia e raggirano le folle con altisonanti discorsi in realtà rozzi e carichi di una retorica spicciola che restituisce a chi li ascolta una narrazione della realtà distorta e lontana da ciò che in verità è.

Ma il popolo Italiano, ahimè, si trova spesso ad ignorare non la realtà delle cose bensì i mezzi utili a comprendere tale realtà. Lo strumento più potente che un cittadino può brandire con fierezza è la Costituzione e in essa si ritrovano tutti quegli elementi che, se conosciuti e studiati, portano alla luce la disonestà intellettuale che certi politici incarnano pienamente.

“Lei, presidente, è un collega… anche lei, come me, è un Premier non eletto dal popolo”

(-Un ironico Matteo Renzi durante il voto di fiducia al Governo Conte Uno)

Con queste parole l’ex Senatore del Partito Democratico, oggi Senatore di Italia Viva, comunicava al Senato l’intenzione di non votare la fiducia al Governo Conte Uno, a nome del PD.

L’ex Premier Fiorentino ha combattuto a lungo contro le accuse di essere un presidente non eletto e ancora oggi viene considerato tra i più abusivi avuti negli ultimi governi. Eppure le accuse a lui rivolte inerenti la sua Non-elezione per la carica che ricopriva, erano avvolte da una fitta aura di ignoranza e voluta manipolazione di realtà, contenuti e regolamenti. Ma procediamo con ordine.

La Costituzione Italiana, nata nel 1948 successivamente alla Liberazione dell’Italia dalla sanguinosa ombra del fascismo, pone le proprie basi su principi di Libertà, Giustizia, Uguaglianza ma il suo obiettivo principale era quello di fare in modo che non potesse mai più essere ripetuto, in modo alcuno, un periodo di tremenda dittatura come quello all’epoca appena conclusosi. Evitare dunque una Repubblica Presidenziale a favore di una Repubblica Parlamentare era un ottimo modo per far sì che chiunque andasse al governo potesse non avere concentrati in sé tutti i poteri dello stato.

Possedere un’impostazione della Repubblica di tipo Parlamentare vuol dire dunque che, attraverso una Legge elettorale Proporzionale, Maggioritaria o mista, di volta in volta votata alle camere, i cittadini possano votare partiti e singoli candidati i quali andranno a formare Parlamento e Senato, organi dello stato che rappresentano i cittadini con idee, proposte e mozioni.

Una volta determinati i partiti più folti all’interno di Parlamento e Senato, il Presidente della Repubblica (eletto ogni sette anni da Camera e Senato) procede con delle consultazioni con delegazioni di ogni partito e indaga su possibili maggioranze presenti, alle quali affidare la formazione di un nuovo governo. Le maggioranze, tuttavia, non sono mai Monopartitiche, in quanto la presenza di una molteplicità di partiti non permette il raggiungimento di una quota pari o superiore al 51% da parte di un solo Partito politico.

Ciò comporta la necessità di tessere alleanze e siglare accordi o patti politici che permettano a due schieramenti vicini ma non identici, di poter condividere un programma di Governo e governare assieme. Per quanto riguarda la carica di Presidente del Consiglio dei ministri, il partito o i partiti incaricati di formare il Governo propongono delle personalità che rappresentino l’essenza stessa del Governo che andrà a formarsi. Il Presidente della Repubblica, agendo da garante della Costituzione, si accerterà della validità della personalità proposta come Premier e valuterà anche la lista dei ministri presentata.

A seguito di tale spiegazione, va da sé che Costituzionalmente è impossibile eleggere in maniera diretta il Presidente del consiglio, in quanto l’Italia vanta una Repubblica Parlamentare e non Presidenziale. Tutto ciò che abbiamo fin qui spiegato, tuttavia, riguarda situazioni regolari, dove un governo ricopre l’intera durata di una legislatura, ovvero cinque anni.

Ci sono condizioni, ovvero crisi di governo o scandali importanti, che possono portare ad una fine prematura del governo, come avvenuto per il Governo Conte Uno il quale è stato improvvisamente fermato da un Leader della Lega inebriato dai sondaggi a lui favorevoli dei quali voleva renderne concrete le previsioni, passando così dal 17% al 33% con immediate elezioni. Quest’ultime non sono mai avvenute, in quanto un inaspettato accordo tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle ha portato alla formazione di un Governo Conte Bis (o Governo Conte Due).

“Hanno privato voi cittadini del diritto di votare!”

(-Giorgia Meloni, Leader di Fratelli d’Italia)

Non ha esattamente ragione Giorgia Meloni quando addita i propri avversari politici di aver privato del diritto del voto i cittadini. Chiediamoci: cosa prevede la costituzione nei casi in cui si presenta una crisi di governo come quella innescata da Matteo Salvini?

La risposta a tale domanda risiede nella figura del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Garante della costituzione, il presidente deve svolgere delle consultazioni con delle delegazioni dei partiti e comprendere se, all’interno di Camera e Senato, sia possibile trovare maggioranze differenti da quella del Governo appena sfumato. Se tali maggioranze sono presenti, si forma un governo che durerà tanto quanto gli anni residui della corrente Legislatura, altrimenti Mattarella può sciogliere le camere e procedere con nuove elezioni.

Il Governo Conte Bis può piacere o meno ma sicuramente si tratta di un governo legittimo, il quale non ha privato i cittadini del diritto del voto (il quale si esercita ogni cinque anni, da costituzione). Ma informazione ben più importante è comprendere la differenza tra Repubblica Parlamentare e Repubblica Presidenziale, per disinnescare le erronee informazioni che una destra populista divulga pur di cavalcare l’onda del consenso.

La conoscenza ci salva dal baratro del regresso.

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