Coming out

di Poliedro, associazione LGBTQ+

Il coming out (letteralmente ‘uscire allo scoperto’ o ‘uscir fuori’) per molte persone appartenenti alla comunità LGBTQIA+ è molto importante in quanto per la prima volta ci presentiamo al mondo per come siamo, senza una maschera.

Questo gesto tuttavia si può considerare più “un’azione politica” in quanto noi personalmente non abbiamo dei veri e propri benefci ma ci rendiamo visibili e facciamo vedere sia al mondo, sia ad altre persone che magari stanno avendo problemi ad accettarsi, chi siamo. Proprio per questo il coming out non è obbligatorio e molte persone non lo fanno semplicemente perché non ne sentono la necessità.

Noi di PoliEdro iniziamo sempre l’anno con un incontro in cui chi vuole può parlare del proprio coming out e di come lo ha affrontato. Di seguito ho riportato alcune storie di membri dell’associazione.

Quando ho fatto coming out con mia mamma, l’avevo preparata. Avevamo parlato di sessualità e dei diversi tipi di orientamenti che esistono, e di quanto sia importante il Pride. Sapevo che sarebbe stata tranquilla, ma l’ansia c’era lo stesso.

È sempre facile dire “Non ho problemi con le persone LGBT!” fnché non si tratta di qualcuno vicino a te, o almeno così pensavo. Mi ricordo anche la data, era il 21 Marzo 2015 ed eravamo in macchina. L’ho guardata e con tutta la calma che riuscivo a tirare fuori in me in quel momento le ho detto:

“Comunque, per pura informazione, sono pansessuale”,
lei mi ha sorriso e mi ha detto “Okay, cosa vuoi per cena? Dobbiamo festeggiare”.

Non mi sono mai sentita così fera di me stessa e di lei.

Dopo essermi iscritta al Politecnico stavo cercando casa e dopo una lunga ricerca ho trovato un appartamento con una camera doppia libera. Quando sono andata a vederlo ho conosciuto la fglia della proprietaria che viveva proprio lì. Fin da subito ci siamo trovate molto bene l’una con l’altra. Inoltre, l’appartamento era proprio quello che cercavo così ho deciso di frmare il contratto. Qualche giorno dopo la proprietaria mi ha fatto sapere che avevano trovato la persona con cui avrei condiviso la stanza e non molto dopo ho ricevuto una telefonata proprio da lei.
Parliamo per un po’ e mi sembra tutto a posto così ho deciso di dirle subito che ero lesbica per evitare problemi. Quando gliel’ho detto questa ragazza mi ha risposto:

“No guarda, io preferisco cercare casa da un’altra parte.
Io vengo dall’Abruzzo e lì abbiamo una mentalità diversa”.

Molto sinceramente non mi sono fatta tanti problemi perché alla fne era un problema suo e non mio però dopo qualche giorno ho ricevuto una telefonata dalla proprietaria dell’appartamento che mi ha detto che preferivano togliere a me il contratto perché “Queste cose bisognava dirle prima” per poi dirmi che “Me le dovevo tenere per me”. Alla fne è stato reciso a me il contratto e mi sono trovata senza una casa dopo aver speso tantissimo tempo per cercane una. Per fortuna, dopo tutto quello che è successo, sono riuscita a trovare un appartamento e una coinquilina che non aveva problemi con la mia sessualità.

Il coming out con mia nonna è stato stranissimo. Avevo 13 anni e avevo appena capito di essere bisessuale, ma sentivo il bisogno di dirlo a qualcuno, quindi le ho detto quello che sentivo, un po’ di getto, senza pensarci troppo. La sua risposta è stata “sei troppo piccola, non puoi sapere queste cose, se quando avrai 18 o 20 anni ti sentirai ancora così, ti supporterò”. Non ero pronta per un rifuto, e secondo me il suo discorso non aveva senso, quindi mi sono arrabbiata, e le ho detto che avrebbe avuto 3 anni per accettare la cosa, se no tagliavo ogni rapporto con lei, perché non avevo bisogno di persone che non mi supportassero nella mia vita.
Tre anni dopo, per fortuna, è venuta a casa mia e mi ha chiesto quando saremmo andate a ballare insieme, così mi trovavo un moroso.
Ha fatto una breve pausa e mi ha detto:

Oppure una morosa, come preferisci tu ”.

È stato fantastico.

Fin da piccolo sapevo di non essere come tutti gli altri ragazzi ma solo a sedici anni ho avuto il coraggio di fare coming out con i miei genitori. Certi miei amici lo sapevano già ma sono stato sempre attento a non far sospettare di me nessuno della mia famiglia. Una domenica dopo aver passato il giorno ad aiutare mia madre a fare giardinaggio le ho detto:

“ Mamma…penso di essere bisessuale” lei subito si è messa a piangere e mi ha detto di non dirlo a nessuno perché avrei perso tutti i miei amici e sarei stato solo per sempre ”.

Dopo quello che mi ha detto mi sono subito sentito molto male in quanto avevo un rapporto molto bello con lei. Dopo quel giorno continuava a mandarmi delle “ricerche scientifche” che dicevano che la mia era solo una fase e che sarei tornato normale. Questo periodo lo considero tuttora il peggiore della mia vita perché non mi sentivo per niente bene con me stesso. Dopo un paio di anni di profonda riflessione interna e dopo aver capito di essere gay ho deciso di fare coming out anche con mio padre così gli ho scritto una lettera in cui gli spiegavo tutto. Lui la prese molto meglio e mi disse che fnche io ero felice lo era anche lui e si sorprese molto della reazione di mia madre. Tuttora molte volte litigo con mia madre, che mi ha addirittura mandato da uno psicologo perché secondo lei io non posso capire da solo di essere gay, ma ormai non mi faccio più abbattere dalla mia situazione e anzi cerco di far capire a mia madre che non sono io ad essere sbagliato.

Più o meno dopo sei anni di incertezza ho capito di essere bisessuale e ho deciso di dirlo ai miei genitori. L’ho detto prima a mia madre. Un giorno ero a pranzo da sola con lei e ci siamo messi un po’ a parlare. Tra una cosa e l’altra mi chiede “Ma con i ragazzi come va?” e le ho risposto “Nessuna novità; però c’è questa cosa che so da un po’ ma che non ti ho mai detto…son bisessuale”.

“ Dopo la mia risposta è rimasta in silenzio per qualche minuto poi mi ha guardato negli occhi e mi ha detto:
“Ma sai che penso di esserlo anch’io… ”

Ci sono rimasta veramente malissimo! Dopo mi ha spiegato che non ha mai esplorato appieno la sua sessualità ma che ha sempre sentito un’attrazione nei confronti delle sue amiche e che ha anche avuto delle cotte per delle ragazze. Il giorno dopo ho detto la stessa cosa anche a mio padre che mi ha semplicemente detto “Per me non c’è nessun problema”. È stata un’esperienza particolare!

Non ho mai davvero fatto coming out con mio padre. Ormai tutti lo sanno, compresa la mia famiglia e le mie cugine di 10 e 7 anni, ma lui non si è mai sentito dire “Papà, sono bisessuale”. Dopo aver fatto coming out con il mondo intero praticamente, non sentivo più il bisogno di nascondere chi fossi, ma non mi sentivo pronta a dirlo direttamente a lui, perché ha sempre avuto idee un po’ controverse a riguardo. Una volta mi ha perfno detto che i bisessuali possono esserlo sono fnché si “divertono”, poi scelgono se essere etero o gay, quindi ho sempre evitato la cosa. Pian piano però ho iniziato ad andare ai pride e dirglielo, ho addirittura un tatuaggio arcobaleno sul braccio, e lui ha iniziato a capirlo.

“ Non abbiamo mai affrontato l’argomento, tranne qualche settimana fa, quando mi ha fatto vedere un meme che parlava di un ragazzo che era innamorato sia di una ragazza che di un ragazzo, e mi ha detto “Quando sei bisessuale ”.

Io gli ho risposto “Mood” e lui mi ha chiesto se fossi bisessuale, e a quel punto gli ho detto, presa dal panico, “A volte”. Non abbiamo sviluppato l’argomento, ma sicuramente l’ha presa bene perché ogni volta che parla di un potenziale partner parla di “Fidanzato…oppure fidanzata”, quindi penso che l’abbia presa bene, o almeno che mi supporti.

PoliEdro è l’associazione del Politecnico di Milano che tratta le tematiche LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender) a livello socio-culturale, tramite conferenze, cineforum, dibattiti, etc. Si astiene da uno schieramento politico uniformato.

Creata da studenti LGBT e rivolta a tutti gli studenti, vuole essere un riferimento per chiunque cerchi un confronto sui temi proposti. Inoltre si impegna ad aiutare a livello non professionale, ma basandosi sull’esperienza personale dei membri dell’associazione, i ragazzi e le ragazze che, nell’ambito universitario, riscontrano problemi legati all’orientamento sessuale.

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: