Ad Astra

sogno che l’orbita dei pianeti
si inverta
e un giorno passi oltre
la gioia e il timore
della luce
di un’anima che risplende.
da una lontana fascia di asteroidi
saluto l’inguaribile cesura
che separa i nostri mondi
con le dita tese
a catturare le eco
dei sonar
che vibrano di richiami
e rompono la quiete
dell’universo assopito
nella sua pace profonda.
le stelle osservano, placide,
l’esplodere del caos
parallelamente
in mille eventi dispersi
che già ora
un rigo dopo
ai loro occhi
non sono più
né sono stati.

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