Sinistra, dì una cosa di Sinistra!

Dai padri della Sinistra ai giorni nostri: la rinascita di una fazione in declino.

di Manfredi Schembri

Nell’attuale situazione storica e politica è innegabile come l’intera Sinistra si stia scontrando con numerose difficoltà che la portano sempre più verso un declino per nulla positivo per la società, a prescindere dalla fazione politica di appartenenza. La Storia e il passato dovrebbero insegnarci a vivere meglio e ad affrontare problemi e inconvenienti. Mai più di adesso si dovrebbe guardare al passato per far riemergere, finalmente, la vera identità della Sinistra.

“Sono di Sinistra se, di fronte alla solitudine di un’anziana malata, mi accorgo che anche la mia vita perde qualcosa; sono di Sinistra se le rinunce di una famiglia di quattro persone rendono la mia più povera; sono di Sinistra se vedo un bambino che muore di fame e in quel momento è mio figlio, mio fratello piccolo”. Queste le parole del fondatore del Partito Democratico, Walter Veltroni, intento a divulgare la sua idea di Sinistra, a far comprendere cosa rendeva una persona, un cittadino, più vicino alla Sinistra che non ad altre fazioni politiche. L’ormai scrittore di Gialli affermava anche come essere di Sinistra non fosse

“appartenere ad un partito di quell’area ma quello per cui mi batto. Ciò per cui mi batto mi descrive più di ogni altra cosa.”


Ad oggi possiamo vedere come questa idea di appartenenza politica, da Destra a Sinistra, sia ormai compromessa. Il cittadino e anche il politico, interiorizza un’appartenenza politica rispetto al Partito di cui prende parte e non più, come invero dovrebbe essere, sulla base delle proprie reali idee e posizioni. Un esempio ormai usurato può essere quello del Senatore e Leader di Italia Viva, Matteo Renzi, che pur essendo una personalità di Centro/Centro-Destra, con politiche simili a quelle portate avanti da un partito come Forza Italia, fece carriera nel Partito Democratico pur non essendo “Uomo di Sinistra” ma semplicemente un progressista.


Condizioni simili tendono a minare la stabilità dei partiti ma soprattutto danneggiano la fiducia che il cittadino dovrebbe riporre nella politica e che ad oggi possiamo considerare davvero bassa. La scalata al potere di Renzi all’interno del già citato PD ha portato quest’ultimo a staccarsi dai valori della Sinistra e soprattutto dall’animo popolare che questa fazione politica ha sempre posseduto. Possiamo dunque considerare questo uno dei tasselli per i quali la Sinistra ha avuto un forte declino negli anni, dal quale sembra riprendersi, anche se non abbastanza, solamente in questi mesi. A Sinistra, tuttavia, non esiste solo il PD e l’analisi della Sinistra, delle sue possibilità, del suo riscatto e della sua storia non può riguardare certo solo il Partito Democratico e Matteo Renzi.

Addentriamoci in un’analisi storico-politica. Durante la Prima Repubblica il maggiore partito di Sinistra veniva identificato nel Partito Comunista Italiano, nato nel 1921 a Livorno. Esistevano anche altri partiti come Democrazia Proletaria, di Sinistra Radicale e partiti filo-socialisti di Centro-Sinistra ma il PCI, soprattutto sotto la segreteria di Enrico Berlinguer, possedeva largo consenso tra il popolo: nelle elezioni del 1976 raggiunse il picco percentuale con il 34%, attestandosi secondo partito dietro la Democrazia Cristiana giunta quasi al 39%. L’azione del Partito Comunista, in grado di raccogliere così tanti consensi, risiedeva nella sua capacità di dedicare la giusta attenzione ad ogni problema e malessere vissuto dal popolo. I lavoratori, i proletari, venivano presi per mano e accompagnati, fianco a fianco, nelle loro lotte per i diritti.

Non si trascurava, però, neanche la politica interna, così come l’istruzione, i diritti civili e soprattutto la politica internazionale: il PCI prese addirittura le distanze dall’allora Unione Sovietica, al tempo punto di riferimento del Comunismo Occidentale. Il popolo anti-borghese, proletario, a favore di uno stato sociale e progressista, trovava in Berlinguer e nel Partito Comunista un perno, un punto di riferimento. Solo chi apparteneva a fazioni più radicali o più moderate si esentava dal voto al partito in analisi, preferendo partiti extraparlamentari e radicali oppure il Partito Socialista. Con la morte di Berlinguer, salvo nelle Europee appena successive in cui avviene il “Sorpasso Storico” del PCI sulla DC, il Partito ha registrato un calo progressivo dei consensi, giungendo al suo discioglimento nel 1991 sotto la segreteria di Achille Occhetto. Da allora e dunque dal post-tangentopoli, il PCI ha vissuto la scena politica diviso tra Rifondazione Comunista e il Partito Democratico della Sinistra.


Passati alla Seconda Repubblica, il cui periodo va dalla fine di Mani Pulite sin ai giorni nostri, la Sinistra ha registrato una serie di vittorie ma da qualche anno si ritrova in un inesorabile declino nel quale è possibile registrare una lieve e insufficiente ripresa. L’ala di Sinistra della nostra politica attuale oggi si vede estremamente frammentata e distaccata sia dalla realtà del paese che dai propri valori storici. Un’eccessiva quantità di micropartiti, inoltre, renderà pure più democratico lo scenario politico, garantendo una larga rappresentatività sul territorio ma provoca anche una tale dispersione dei consensi che non permette a molti partiti di superare la soglia di sbarramento e di entrare all’interno di Parlamento e Senato, mentre ad altri partiti più grandi viene reso impossibile proporre governi o porsi come pilastri delle camere. I vari partiti politici della Sinistra di oggi è anche raro che partecipino a mobilitazioni popolari, che fiancheggino i proletari e i lavoratori di ogni categoria nelle loro lotte, che vadano “Casa per Casa, Piazza per Piazza”, che portino avanti delle proposte che siano non solo progressiste ma anche e soprattutto sociali, di Sinistra.

Quali sarebbero, dunque, le azioni da intraprendere per fa riconciliare la vera anima di Sinistra con il popolo?


Sicuramente la Sinistra dovrebbe compattarsi e non distruggersi da sola. I numerosi partiti esistenti sarebbe bene mettessero da parte asti e rancori stupidi e immaturi, per guardare non tanto a ciò che divide l’uno dall’altro ma ciò che li rende simili e parte di una stessa fazione. Creare, così, un’entità unica di Sinistra che raccolga in sé più anime e un’entità unica di una Sinistra radicale che a sua volta raccolga tutte le realtà che si identificano in politiche di Sinistra ma radicali. In questo modo, per entrambe le formazioni, sarebbe più efficiente e semplice agire sul territorio e presentarsi durante le elezioni politiche.


Spostando il Focus su azioni che non siano mera strategia politica, la Sinistra tutta dovrebbe in massa occupare le piazze, andare tra le strade, incontrare la gente e di questa ottenere la fiducia, mostrarsi e dimostrarsi fratelli, amici, compagni di lotta. Ad oggi, i “luoghi del popolo” sono nelle mani della Destra, tra Salvini e Meloni, che scendono spesso in piazza e tra la gente, mostrandosi però come Capitani coraggiosi, uomini forti che invero incarnano la più squallida inefficienza, la più devastante incompetenza e la più profonda ignoranza: ignorano regole, trattati, fatti storici e scientifici, ignorano modus operandi opportuni rischiando di cadere in situazioni assai spiacevoli per l’intero paese.
Infine, i diritti i civili e le conquiste di questo tipo sono molto importanti e vanno a gran voce richieste ed ottenute. Tuttavia, la Sinistra non può essere solo progressista, non può pensare di fondare la propria azione politica solo su questo. Servono investimenti sulla Sanità, sull’Istruzione, serve generare lavoro, aiutare le imprese ad assumere, serve attivare la popolazione per ottenere una crescita, tutelando al massimo il popolo attraverso l’introduzione di un salario minimo dignitoso, di un aiuto per i meno ricchi che non sia solo di tipo monetario ma anche lavorativo. Insomma, serve una forte idea di Stato nella sua totalità che ad oggi è assente da Destra a Sinistra.

“Io credo nel Popolo Italiano. È un popolo generoso, laborioso, non chiede che lavoro, una casa e di poter curare la salute dei suoi cari. Non chiede quindi il paradiso in terra. Chiede quello che dovrebbe avere ogni popolo”.

Sandro Pertini, messaggio di fine anno agli Italiani, 1981


In queste parole di Pertini la Sinistra di oggi dovrebbe trovare il nucleo del proprio programma elettorale e dunque di governo. La Sinistra deve tornare al popolo, dare agli Italiani un lavoro, una casa, la certezza di una cura per la propria salute e quella delle persone amate. Diritti inalienabili che vanno garantiti e rispettati. Ma attenzione: bisogna non pensare solo al popolo più anziano e già cresciuto, bisogna concentrarsi soprattutto sui giovani, oggi privi di prospettive, senza la possibilità sociale, per molti, di costruirsi un futuro, di ottenere una casa propria e poter vivere serenamente la propria vita professionale, sociale ed affettiva.


Se la Sinistra sarà in grado di far rivivere se stessa attraverso Pertini e Berlinguer, per l’Italia saranno gloriosi tempi d’oro. Per Giovani, Adulti e Anziani.


Grazie Sandro, Grazie Enrico,
Amici, Fratelli, Compagni, Padri e Nonni di tutti noi.

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