Il Futuro Passato: Rigurgiti dalle fogne

“Forse il fascismo non è mai esistito”

diceva un ignoto.

O forse, più semplicemente, speriamo costantemente trattarsi solo di un brutto sogno, un orrido racconto tramandato per intimorirci, per mantenere buoni i bambini più indisciplinati e meno ubbidienti. Eppure così non è. L’immensa quantità di vittime di cui fu complice, peggio, co-autore; le azioni largamente liberticide; la distruzione del potere dello stato, al di fuori della persona sola al comando; il bando dei partiti; il censimento degli iscritti, dei non iscritti, di Italiani e Rom, di Ebrei e Omosessuali, di “storpi” e donne “folli” ma quest’ultime solo audaci personalità ribelli: ribelli ad una dittatura vergognosa (come se ne esistessero di dignitose), ribelli di una società che le voleva (e ahimè le reclama ancor tutt’oggi) mogli e madri.

In un simile contesto assume un forte significato la frase di Ciceroniana memoria: “Historia Magistra Vitae”. Italiani, Tedeschi, Europei e cittadini del mondo dovremmo tutti trarre insegnamento da queste buie pagine della storia ricolme di regimi totalitari, impregnati del culto del capo, dell’uomo singolo al comando, con una totale castrazione della Libertà comune.

Eppure ci ritroviamo a vivere in un contesto storico assai lontano da quello che i nostri nonni, i nostri Partigiani e guerrieri della Libertà si sarebbero aspettati.

“Ma adesso, dimme ‘npo’ il popolo… comanna?”

così recitava Gigi Proietti in un eccelso monologo sul tema dei Partigiani, dei caduti della Liberazione.

Una domanda che costantemente ci poniamo e la cui risposta è perennemente populista. Ebbene, il popolo comanda. Il popolo comanda, il popolo è realmente sovrano: un sovrano che non sa tuttavia di esserlo. Esercita la propria sovranità con l’anima da servo. Addita chi per lui è carnefice del loro potere, si affida invece alle fallaci braccia di chi promette loro una reale sovranità, un governo sovrano, un regime Sovranista.

Ci si lascia abbindolare da chi millanta la morte di libertà, di chi addita gli avversari di privare i cittadini dei loro diritti ma che a sua volta priverebbe gli stessi delle Libertà più comuni e ancora peggio, priverebbe un’intera Nazione di un Futuro. O quantomeno, di un futuro dignitoso e umano. I colpevoli di un tale impatto raccolgono in eredità dalla storia le mani tinte di sangue scarlatto che copioso ancor oggi scorre, per loro bestiale responsabilità. Partiti politici, movimenti, associazioni 11 ma anche singole personalità: una “community” sociale che in Italia e in tutto il mondo cavalca l’onda dell’odio e della paura, alimentando quest’ultimi per far lievitare i propri consensi. Nulla unisce più di un nemico comune, di un male assoluto, fonte di ogni disgrazia. Anche quando, quel nemico comune, quel male assoluto, altro non sono se non specchi per le allodole, Armi di distrazione di massa.

Al finire del mese di Ottobre, tra gli scranni del Senato Italiano, si è votata una Mozione che vantava come prima firmataria la Senatrice a vita Liliana Segre.

Si trattava di una mozione la quale, all’interno di uno stato civile, avrebbe ricevuto un voto unanime. Tuttavia, perché seguire la via della decenza e divenire impopolari? La Destra ( Lega, Fratelli di Italia e Forza Italia ) ha dunque deciso non di votare contro ( Perché esporsi nel proprio squallore? ) ma di astenersi, giustificando ciò come un’azione atta a difendere la Libertà comune. Parole condivisibili, quelle della Destra. Peccato, tuttavia, che la mozione Non votata da loro e assimilata come liberticida, riguardasse l’istituzione di una commissione straordinaria contro l’odio, il razzismo, l’antisemitismo e qualsiasi altra discriminazione di natura etnica e religiosa. La libertà difesa dai partiti che, stando ai sondaggi, oggi regnano tra il consenso del popolo, è la libertà di odiare, di promuovere atti di violenza e di promulgazione di odio.

Come si può, alle porte del 2020, votare a sfavore o astenersi riguardo una mozione in senato che lotta contro chi cavalca l’onda dell’odio e della violenza, contro chi ancora prosegue la via della discriminazione, dell’antisemitismo? Soprattutto se una tale mozione viene promossa da chi l’ha vissuto sulla propria pelle, l’antisemitismo. Ad Auschwitz. Ma dopotutto, come può essere possibile che nel 2020, ormai ad una distanza di quasi un secolo, esistano ancora associazioni e partiti apertamente neofascisti malgrado una legge che prevede sanzioni, reclusione e scioglimento delle associazioni per apologia al fascismo? E ancora, com’è possibile che 3.000 persone si organizzino senza alcun impedimento per commemorare la marcia su Roma, marciando a Predappio, là dove il loro vergognoso mentore può addirittura vantare una tomba?

Il mondo di oggi ha un urgente bisogno dell’anima ribelle dei nostri nonni, di coloro che dei monti fecero la propria casa, che diedero la vita per la libertà perché non c’è cosa più bella di essere liberi. Liberi come uomini. A chi, oggi, vi ride in faccia quando parlate di fascismo, quando sottolineate la natura fascista di partiti come Lega e Fratelli d’Italia, sorridete e alzate il pugno in aria. Invitate al silenzio, perché la storia ci ha già dato ragione e se ve ne sarà la necessità rinfrescherà a tutti la memoria.

Mala tempora currunt… ma noi, per fortuna, non ci arrendiamo.

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