La Rivolta di Stonewall e l’importanza del Pride

di Poliedro

Il Pride è una delle più celebri ricorrenze della comunità arcobaleno e vede ogni anno marciare persone da tutto il mondo per ribadire la propria esistenza e la fame di diritti.

Questa manifestazione nasce nel 1969, a New York. In questi anni le incursioni della polizia nei bar gay e nei night club facevano regolarmente parte della vita gay. Le autorità architettavano ogni scusa per giustificare un arresto con accuse di “indecenza”, tra cui baciarsi, tenersi per mano, indossare abiti del sesso opposto o anche il semplice essersi trovati nel bar al momento dell’irruzione.

Nella sera del 27 giugno di quell’anno, la polizia irruppe nello Stonewall Inn, un bar gay nel distretto di Manhattan; gli avventori dello Stonewall erano abituati a queste retate e il personale era generalmente in grado di riaprire il bar nella notte stessa o in quella seguente, ma quel giorno fu diverso… la comunità decise di ribellarsi.

I possibili motivi che condussero a questa rivolta sono due: Il primo riguarda il periodo storico. Infatti, a seguito della crescita del movimento anti-autoritario e di protesta del Sessantotto, specialmente contro la guerra del Vietnam, si diffondeva sempre più l’idea che le minoranze avessero il diritto di rivendicare una loro dignità.

Il secondo motivo, molto più popolare e meno storicamente accurato, collega la ribellione con la morte, avvenuta una settimana prima, di Judy Garland, un’importante icona culturale con cui si identificavano molti appartenenti alla comunità gay. Il lutto per la sua perdita culminò nel suo funerale, proprio il 27 giugno, a cui parteciparono 22.000 persone, di cui si stima 12.000 fossero gay. Pertanto, molti frequentatori dello Stonewall sarebbero stati ancora provati emotivamente durante la notte dell’irruzione.

Secondo molte fonti la rivolta iniziò quando Sylvia Rivera, una donna transessuale, lanciò una bottiglia contro un poliziotto dopo essere stata colpita da un manganello, divenendo presto il simbolo della manifestazione.

Gli scontri continuarono per più giorni e videro circa 2.000 dimostranti combattere, scagliando bottiglie e pietre e scandendo lo slogan “Gay Power!”, contro oltre 400 poliziotti.

Cinque giorni dopo la retata allo Stonewall Inn 1.000 persone si radunarono al bar per protestare distribuendo volantini con la scritta “Via la mafia e gli sbirri dai bar gay!”. Un anno dopo fu organizzata una marcia per commemorare le vittime dei moti di Stonewall e da quel momento ogni anno viene organizzato il Pride per lottare per i diritti della comunità.

Oggi il Pride rappresenta l’eredità di una battaglia cominciata ben prima di 51 anni fa, un posto in cui sentirsi al sicuro e accettati, un modo per donare visibilità alla comunità LGBTQIA+ e per far sentire la nostra voce, perché c’è ancora tanta strada da fare.


È una lotta contro le discriminazioni subite sia da chi raccoglie il proprio coraggio per marciare a viso scoperto sia da chi non può mostrarsi, costretto a isolarsi per timore di ripercussioni. Inoltre, è importante lottare anche per tutti quei Paesi in cui la diversità è reato, punibile anche con la pena di morte.

Per tutti questi motivi PoliEdro scende in strada a manifestare, ma non siamo soli. Dal 2017 il Politecnico patrocina il Milano Pride su richiesta di PoliEdro, e ogni anno sfiliamo con PoliMi Pride insieme ai nostri colleghi e allo staff universitario per i nostri diritti e per un mondo privo di discriminazioni.

PoliEdro è un gruppo di studenti del Politecnico decisi a sensibilizzare sulle tematiche riguardanti le realtà LGBTI+ (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transessuali, Intersessuali, e tutte le altre sfumature), attraverso l’organizzazione di eventi, conferenze, dibattiti e riunioni a riguardo, oltre che accogliere chi, all’interno dell’ambiente universitario, si sente discriminato.

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: