Estranei a casa nostra: le nostre città trasfigurate a causa dell’emergenza

In questo progetto collettivo che trovate sparso tra le pagine della rivista fotografiamo i nostri luoghi di casa che in questi giorni ci risultano come corpi estranei: luoghi in cui eravamo accolti e che ora ci sono preclusi.

Foto di Tommaso Cigognetti

Foto di Tommaso Cigognetti

I lati positivi della quarantena: grazie all’inquinamento luminoso ridotto è possibile osservare le stelle dal proprio balcone.
A destra: Cassiopea; a sinistra
: la cintura di Orione.

Orione
Cassiopea

Foto di Alessandro Rognoni

Foto di Giada Martinoia

Foto di Giada Martinoia

“Una sedia che utilizzo di solito per vestiti e zaino ma che in questo periodo strano è diventata il luogo di raccolta di libri e documenti relativi ad Erasmus, consiglio comunale e le altre attività che mi interessano cancellate. Nell’attesa di tornare alla normalità la raccolta cresce ed è come se tante opportunità scemassero ogni giorno che passa per accumularsi li.”

“Il Carrefour sotto casa mia l’ho sempre disprezzato: piccolo e stretto, con poca scelta e commessi scorbutici (non tutti). Adesso per varie ragioni è inaspettatamente diventato l’oggetto del desiderio, tanto da doverci trascorrere fino a un’ora di fila davanti. Credo di non essere l’unico ad averlo rivalutato.”

Foto di Amedeo Carbone

Foto di Amedeo Carbone

Foto di Andrea Collini

La Scuola Primaria Leonardo da Vinci, di fronte al Politecnico. Per cinque anni ho passato più tempo lì dentro che a casa mia. Con quella scuola ho un rapporto forte, nel senso che ogni volta mi capiti di rientrarci provo un’emozione immensa, profonda, quasi atavica. La mia famiglia è legata da lungo tempo a quella scuola, che ha visto così tante generazioni di Milanesi crescere. Vederla così, vuota, genera in me enorme tristezza; e penso anche a tutto quello che i bambini si stanno perdendo. Viva sempre la Leonardo da Vinci: forza!

La foto che unisce il luogo del desiderio (sì, desidero molto tornare in aula…) e la realtà che me lo impedisce e che ci viene ricordata dall’appello della Regione. Mi ricorda il senso per cui oggi dobbiamo compiere sacrifici, che diventano quasi più leggeri se si pensa al bene che se ne può trarre.

Foto di Andrea Collini

Foto di Andrea Collini

Foto di Laura Rossetta

Paragone parigino pieno / vuoto: due foto scattate nella stessa stazione prima e dopo il lockdown causato dalla pandemia

Foto di Laura Rossetta

Foto di Laura Rossetta

Foto di Ada

Foto di Ada Bacigalupo

Essendovi l’obbligo di stare a casa, non posso godere del bel tempo, che per altro è anche abbastanza raro a Milano (non me ne vogliano i milanesi). Lo spazio che mi è precluso è più che altro uno spazio mentale di benessere dato dal meraviglioso mix di sole, cielo limpido e una pseudo-impressione di aria molto più pulita

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