Misoginia e religione

di Giada Martinoia

«Non permetto a nessuna donna dʼinsegnare, né di dettare legge all’uomo; le donne devono starsene tranquille. Perché? Perché Dio creò per primo Adamo e poi Eva. E non fu Adamo a lasciarsi ingannare da Satana, ma Eva, che si rese colpevole di peccato.» (I Tim. 2:12-14)

«La testa del Cristo è Dio, la testa dell’uomo è il Cristo, la testa della donna è l’uomo» (I Cor. 11: 3)

Trovo che amara più della morte è la donna, la quale è tutta lacci: una rete il suo cuore, catene le sue braccia. Chi è gradito a Dio la sfugge ma il peccatore ne resta preso. (Ecclesiaste 7, 26)

Bibbia

«Ho visto che la maggior parte di coloro che sono nel fuoco dell’inferno sono donne… [Poiché] esse sono ingrate verso i loro mariti e deficienti in intelligenza e religione. Esse sono pericolose e impure nei loro corpi e nei loro pensieri. Io non tocco la mano delle donne e bisogna impedire loro d’imparare a scrivere»

Profeta Maometto

«Gli uomini sono preposti alle donne, perché Dio ha prescelto alcuni essere sugli altri e perché essi donano dei loro beni per mantenerle; le donne buone sono dunque devote a Dio e sollecite della propria castità, così come Dio è stato sollecito di loro; quanto a quelle di cui temete atti di disobbedienza, ammonitele, poi lasciatele sole nei loro letti, poi battetele; ma se vi ubbidiranno, allora non cercate pretesti per maltrattarle, ché Iddio è grande e sublime.» (IV: 34)

Corano

«Tanto vale spezzare le Tavole della legge piuttosto che spiegargliele»

Talmud

Se state pensando che io voglia spiegare la misoginia nel mondo mediante queste citazioni concludendo con un bel “è colpa della religione”, sentitevi un po’ in colpa. Sono ben lontana dall’accusare tutte le persone cristiane, islamiche, ebree e via dicendo dell’attuale condizione del genere femminile su questo pianeta. In realtà, mi rivolgo solo ad una parte di loro: i bigotti. 

Un credente non misogino che legge certe frasi, identificate come la Parola di Dio e Allah o “Leggi Sacre”, impiega meno di tre secondi per spiegarmi che l’accezione di misoginia che sto attribuendo alle parole sacre non è altro che un’errata interpretazione. Un esempio? 

“Basta vedere che il Corano dice che la donna ha la metà del valore dell’uomo per capire quanto è patriarcale l’Islam. Chi sostiene questa visione – ha detto Lale Akgün rappresentante del SPD al Bundestag ed esperta di Islam– afferma che l’Islam non è una fede ma uno stile di vita. Io sono musulmana, ma per me la religione è qualcosa di privato. Per i fondamentalisti è una ragione di essere e non sono compatibili con il mondo moderno. Il loro credo è legato a un sistema di valori e uno stile di vita nato nel VII secolo nella penisola arabica”.

La religione deve sempre essere interpretata. Ed ecco che entra in gioco il bigottismo, la cui definizione è proprio la seguente:

Il bigotto e la bigotta sono coloro che assiduamente e scrupolosamente osservano con zelo esagerato le pratiche esteriori della religione, osservando con ostentazione e pignoleria tutte le regole del culto, senza afferrarne l’intima essenza religiosa.

Il problema non è quindi certo la religione, ma chi dopo tutti i cambiamenti sociali e culturali che sono avvenuti negli ultimi dieci secoli o più persevera ciecamente nel voler applicare alla lettera quanto indicato dalla propria religione. Ma chi li legge davvero i testi sacri riga per riga, pagina per pagina, cercando di interpretarli in chiave contemporanea, se non le guide spirituali? 

Guarda un po’. Le guide spirituali nelle maggiori religioni monoteiste non possono essere donne. Letteralmente non sono autorizzate ad esserlo. Così come in ogni altro ambito della società, il genere femminile non riesce a raggiungere le posizioni più alte della gerarchia. Quelle parole sacre, scritte nero su bianco, sono ancora lì e lì rimarranno anche se ci si appella all’interpretazione.

Sarebbe un po’ come pretendere che la Costituzione Italiana tra 2000 anni, se mai l’umanità esisterà ancora, rimarrà immutata. Non che le parole abbiano un peso, suvvia. Tanto c’è l’interpretazione. Eppure nell’articolo 3 c’è scritto che tutti i cittadini italiani hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche e di condizioni personali e sociali.

Ma con tutte le credenti donna che ci sono, come mai non c’è ancora stata una rivoluzione mi chiedo io da sempre? È così da più di 2000 anni, che cosa costerebbe ammettere che le parole sacre sono, così come interpretate, scritte da esseri umani e quindi possono essere modificate per facilitarne la comprensione ed evitare i numerosi fraintendimenti di cui sopra?

Forse il mio ateismo mi limita un po’ in queste considerazioni, lo ammetto. Forse quelle parole insieme a mille altri aspetti mi hanno allontanata allo stesso tempo dalla fede. È evidente che sono bigotta, se le ho prese alla lettera tempo fa. Azzardo un’altra ipotesi. Forse non è bello, per usare un termine semplice, leggere frasi chiaramente ed inequivocabilmente misogine, nel loro significato letterale, quando ti approcci alla religione basandoti sul suo libro guida.

Quanti anni dovranno passare ancora prima di mettere in discussione i significati letterali di quei libri? Davvero il gioco vale la candela? Rispondo a proverbio con proverbio: il gioco è bello quando dura poco.

La Terna Sinistrorsa