Riflessioni sul 6 gennaio

I fatti avvenuti a Washington la sera del 6 gennaio saranno ricordati in futuro come una pagina triste della storia americana. Oggi nelle prime pagine dei giornali nostrani ed esteri trionfano le parole “golpe” o “colpo di stato” e gli opinionisti parlano di attacco alla democrazia. Si accusano le istituzioni democratiche statunitensi di essere state avvelenate da quattro anni di trumpismo.
Può sorprendere che un manipolo di scappati di casa sia riuscito ad irrompere in quello che dovrebbe essere tra gli edifici meglio sorvegliati d’America (abbiamo tutti bene in mente le immagini delle squadre antisommossa intervenute per sedare le manifestazioni innocue di Black Lives Matter e soci), tuttavia un’esplosione di violenza da parte dei supporters di Trump e dei Proud Boys era facilmente prevedibile. Già ai tempi del dibattito presidenziale the Donald non aveva condannato le violenze dei suoi e, anzi, aveva detto che qualcuno deve pur occuparsi dei gruppi Antifa.
Ma, nonostante tutto ciò, chi oggi piange la morte della democrazia lo fa perché l’Apocalisse vende. Quelli che vogliono marciare davanti ai palazzi del potere, che indossino la camicia nera o il loro cappellino MAGA, marcino pure. La democrazia americana non ne sarà intaccata. Aggiudicandosi anche la maggioranza al Senato quella di Biden si preannuncia una presidenza stabile, che non sarà costretta a negoziare ogni legge con i propri avversari.
La democrazia a qualcuno non va a genio e noi europei dovremmo saperlo meglio di chiunque altro, ma questa gentaglia si dimostra ogni volta una minoranza molto chiassosa piuttosto che la maggioranza silenziosa per cui vorrebbero spacciarsi. Il mondo oggi dovrebbe tirare un sospiro di sollievo dal momento che i sogni rivoluzionari di questi individui si spengono con l’intervento, seppur tardivo, della Guardia Nazionale.
Purtroppo nella ressa hanno perso la vita quattro persone, probabilmente diverranno dei martiri per l’alt-right ma in realtà non sono altro che le ennesime vittime della retorica miserabile atta a fomentare l’odio degli ultimi ed infiammarne la frustrazione.

La Terna Sinistrorsa