Perché approvare la legge Zan?

La legge Zan ha raggiunto l’ultimo step per l’approvazione, rimane tuttavia arenata in Senato a causa dell’ostruzionismo di alcuni partiti che la ritengono liberticida, ma in realtà fornisce più libertà a tutti.

Sono 47 gli episodi di omofobia da quando il DDL Zan è stato approvato alla camera il 4/11/2020. 59 le vittime, spesso sono coppie che cercano di vivere normalmente il proprio amore. Sembra però che questo amore non sia normale per chi a Voghera, vedendo due ragazze sedute su una panchina in un parco cittadino scambiarsi un bacio, interviene per separarle e cerca di mandarle via perché “ci sono i bambini”. Le due hanno una reazione comprensibilmente concitata e filmano la discussione. Le stesse ragioni pochi giorni fa hanno mosso a Reggio Calabria un esponente di partito di estrema destra a filmare due ragazzi che si baciano su una panchina, mantenendoli perfettamente riconoscibili; il soggetto costruisce e pubblica poi un video che intitola “Reggio Calabria, ricchi*ni sul lungomare”, con didascalie insultanti. Ancor più grave è l’episodio accaduto a Roma in cui un individuo si sente in diritto di attraversare i binari del treno per aggredire una coppia di ragazzi che si scambiavano un bacio. È lapalissiano dire che gli eventi simili e gravi allo stesso modo siano stati guidati dalla regia dell’omofobia, e non è forse un diritto poter amare in qualsiasi posto come qualsiasi altra coppia di giovani? Sembra che questo diritto venga meno, ed ecco perché serve la legge Zan.
Il 04/04/2021 un ragazzo cileno di 23 anni residente a Torino, alla stazione di Porta Nuova, è stato accerchiato da cinque adulti e pestato a sangue a causa di una maglietta troppo corta e colorata. Lo stesso accade ad Antonio Parisi, noto attivista LGBT+, e a due suoi amici aggrediti per il semplice modo di vestire. Non è forse un diritto la libertà di espressione? Alcuni dicono che la legge Zan sia liberticida, per ora coloro che non si possono esprimere liberamente sono proprio le persone LGBT+. Il decreto-legge tutelerebbe queste persone e darebbe loro la libertà di farlo, più che liberticida dà la libertà a chi non ce l’ha.
Alla lista delle mancate libertà si aggiunge anche la libertà di prendere in tutta tranquillità un semplice volo: a Catania, una stilista in aeroporto viene insultata pubblicamente perché transessuale dal personale addetto al check-in e, lamentandosi, viene accerchiata dalla polizia ed è “invitata ad andarsene e a lasciar perdere”. Faceva parte della polizia anche un agente di polizia penitenziaria, 56enne, che esasperato dalle prese in giro omofobe dei colleghi, si tolse la vita a Bari. Un intervento appare più che necessario, data l’evidente omertà e inadempienza di chi dovrebbe proteggere ogni cittadino, ma in questo caso risulta carnefice. Il DDL Zan serve anche a questo.
A Latina va a processo la storia di due donne, colleghe di lavoro, che mobbizzate per anni, sono costrette a licenziarsi a causa del proprio orientamento sessuale: le persone LGBT+ non hanno nemmeno il diritto al lavoro.
Ultimo esempio per sottolineare l’urgenza della Legge Zan è un episodio che non si svolge per strada, ma in un contesto simile al posto in cui siete entrati in possesso di questo periodico: un professore universitario diffonde insulti via social contro un proprio studente: “F*** perso”, “Per questo militanza è parlare dei suoi pruriti sessuali”, “Fatelo tornare giù e vedi come lo pestano, tanto a questi piace pure”, ecc.
L’omofobia è in ogni contesto, nemmeno l’ambiente universitario ne è estraneo, così come quello domestico. Conosciamo ormai tutti la storia di Marika, cacciata di casa e minacciata di morte dalla famiglia a causa del suo orientamento sessuale. Anche per questo la legge Zan risulta necessaria.
Esiste già una legge di aggravante per futili motivi, art. 61 n.1 del Codice Penale, ma non viene tuttavia applicata, su che metro di misura è possibile stabilire la futilità di un motivo? In questi casi il motivo è l’omofobia, ossia l’avversione di alcune persone verso gli omosessuali, può essere definita questa un futile motivo? Può essere considerato futile motivo un padre che spezza le dita al figlio per dargli una “lezione” e cercare di “correggerlo”?
L’omobitransfobia è violenza che va combattuta sia penalmente che civilmente, e anche culturalmente. La necessità della legge Zan non nasce solo dal bisogno di una tutela legislativa delle persone LGBT+, ma soprattutto per aprire una battaglia culturale con una società patriarcale, etero normativa e xenofoba. Importante punto della legge è infatti l’istituzione della Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia al fine di introdurre questa nuova sensibilità nelle scuole, i luoghi in cui si formano i nuovi cittadini del futuro, sensibilizzando, cercando di evitare il germoglio del seme dell’omofobia, lasciando spazio all’inclusività. Inoltre verrà anche istituita una indagine ISTAT di cadenza triennale che deve misurare anche le opinioni, le discrimi­nazioni, le violenze subite e le caratteristiche dei soggetti più esposti al rischio, al fine di redigere prontamente politiche che contrastino discriminazione e violenza.
Come precedentemente detto gli episodi di omofobia nel nostro paese sono innumerevoli, quelli riportati sono solo alcuni di quelli denunciati. Ci sono infatti molte persone che non denunciano, probabilmente per motivi altrettanto grandi. I numeri contano, e chi non ritiene necessaria la legge probabilmente è allegramente inconsapevole che tante persone non hanno gli stessi diritti. Come detto prima la legge Zan dà diritti a chi non ne ha e al contempo anche a chi li ha già. E’ una legge per tutti, non per i singoli, e dopo l’approvazione saremo, si spera, tutti più liberi.

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