Problematiche contemporanee

del maschio bianco etero

di Carlotta Pagani

Ciao, sono Mario e ho quarantatré anni.

Vivo in un piccolo paese di provincia, da cinquemila abitanti o poco più, persino all’ufficio comunale avranno perso il conto, con tutta quella gente arrivata dai Balcani. Per questo ho mandato mio figlio, il mio campione, all’istituto privato, per dargli un’educazione come si deve; sono convinto che il programma scolastico debba essere perfettamente rispettato, non voglio che la classe rimanga indietro a discapito di chi ancora non sa l’italiano.

Sono un pendolare, tutti i giorni vado in auto in stazione e prendo il treno per Milano.

Non immagini come sono i ragazzi di oggi, come vanno in giro vestiti: pantaloni strappati e calzini in vista, per non parlare delle ragazze, camicioni e giacche da uomo o calze a rete con minigonna, senza via di mezzo.

Sono tutti confusi, non sanno stare al mondo.

Ma poi dove vanno con quelle borse di tela? A fare la spesa?  La ragazza con l’anello al naso del 7:53 ne ha una nuova, arcobaleno. Ultimamente la vedo spesso, sarà una nuova marca.

Che pecoroni. 

Arriviamo in Centrale, prendo la metro. Porta Venezia, mi mancano tre fermate. Perché anche i muri sono arcobaleno?

In fondo questo è il mondo che si immaginano i giovani oggi, tutto rose, fiori e arcobaleni.

Non hanno capito che per vivere e mantenere la famiglia serve un lavoro stabile, e gli incarichi bisogna meritarseli. Invece stanno sempre attaccati al telefono con le cuffie nelle orecchie, pensando di poter fare tutto con un tocco, e se chiedi loro di girare una vite, prima guardano qualche tutorial su YouTube.

Mia figlia, quella più grande, mi ha fatto vedere come funzionano queste cose. Io le uso per ascoltare le sigle dei cartoni animati di quando ero bambino. Già alle elementari sapevo cosa avrei voluto fare da grande, mia figlia invece è iscritta all’università da 4 anni e ancora non ha portato a casa la laurea.

Il suo corso di studi ha un nome lungo e complicato, si sente frustrata, forse non è portata. Al momento della scelta le avevo consigliato di fare la maestra, e lei mi rispose che anche per quello serve una laurea. Ma come, per fare da babysitter a dei marmocchi e insegnargli le tabelline adesso serve una laurea? 

Ed eccomi qua a pagare per il quarto anno esorbitanti tasse universitarie. 

Ultimamente è distratta, passa sempre più tempo con un’amica, parla sempre di lei, manca poco che resti a dormire a casa mia. 

Scendo dalla metro. Perché c’è tutta questa gente? Oh, un’altra di quelle buffonate di manifestazioni.

Ventenni mezzi nudi e colorati, uomini col tutù e donne coi cargo. Un’altra manifestazione lgtq. Cosa vogliono adesso?

L’ultima volta sono stato intrappolato nel traffico mentre chiedevano di poter adottare dei figli, pazzesco.

Un figlio deve avere una mamma e papà, perché da lì vengono, da lì nascono. Sicuro due gay crescono un figlio gay, non può non essere il contrario.

Se va avanti così, ci estingueremo.

Adesso vogliono far approvare la legge Zan. Totalmente senza senso. Anche mio figlio dovrebbe essere tutelato dalle discriminazioni, perché loro vogliono una legge apposta? 

C’è talmente tanta gente che sembra vada di moda essere così. 

Din. Mail dall’ufficio: “Gentili collaborator*,”  Anna, la stagista, ha sbagliato a scrivere, appeno arrivo devo ricordarmi di avvisarla.

Ho saputo che ha avuto il coraggio di chiedere un aumento di stipendio. Dovrebbe essere lei a pagare noi, per l’esperienza che le stiamo facendo fare all’interno dell’azienda. Pazzesco.

Non vedo l’ora di tornare a casa e scoprire cosa ha preparato mia moglie per cena.  Sulla metro trovo qualche cartello del corteo di oggi, abbandonato.  Questi giovani protestano e sporcano pure la città. I miei genitori, alla loro età, scendevano in piazza per non essere sfruttati al lavoro, per essere pagati, scioperavano, non la davano vinta ai capi.

E questi qui invece giocano a essere maschio e poi femmina a giorni alterni. Datemi del complottista, ma io penso che tutta questa libertà sessuale sia una genialata dall’alto per distrarre la nuova generazione dai veri valori, per  controllarli.

Ci accusano di aver rovinato il loro pianeta, e neanche si accorgono di essere dei burattini. 

La Terna Sinistrorsa