Omicidio Petito e lo strappo nel cielo

Da mesi l’omicidio della giovane Gabby Petito turba l’opinione pubblica americana. La ventiduenne newyorkese è stata ritrovata senza vita nei boschi del Teton National Forest, in Wyoming. Il fidanzato Brian Laundrie è il principale sospettato dopo essere tornato a casa, da solo, il primo settembre per poi darsi alla latitanza. I due avevano intrapreso, il 2 luglio, un viaggio attraverso gli Stati Uniti a bordo di un minivan Ford. Ogni tappa è ben documentata nel profilo Instagram della ragazza ma le indagini hanno fatto trapelare episodi preoccupanti. Racconti di litigi, spesso anche violenti, fino alle riprese della bodycam di un poliziotto. L’agente aveva fatto accostare la coppia per eccesso di velocità e li aveva colti nel mezzo di una lite furiosa terminata separando i due giovani in due hotel differenti per la notte. La ricerca del fidanzato terminano il 22 ottobre: i resti di Brian sono stati ritrovati in una zona della Carlton Reserve di North Port, Florida.

Non è solo cronaca nera. L’omicidio Petito rappresenta uno strappo nel cielo di carta. I social media mostrano, che lo vogliamo o no, stili di vita perfetti e idilliaci, che scambiamo per felicità. Nati come mezzo di comunicazione per connettere persone lontane e con passioni in comune, adesso sventolano davanti ai nostri occhi l’idea di felicità più in auge, mentre andiamo a studiare e/o al lavoro. Tramonti ritoccati, selfie in posa, zigomi rifatti. Finiamo per desiderare canoni di bellezza impossibili, ricchezza senza pari e mondanità rischiando di compromettere la nostra percezione del mondo. Il reale e il media finiscono per sovrapporsi e quando il mondo si discosta dai tramonti perfetti, ci sentiamo traditi e superflui. Sembra però che il caso Petito sia una tragica sveglia dal sogno fatto di spiagge bianche, modelle e “libertà”. Dietro quel diario virtuale, si consuma una vicenda vista e rivista: fa riflettere. Fa riflettere su ogni singolo post che vediamo o video che skippiamo. Quando il vostro influencer preferito spacchetta qualcosa, quando l’algoritmo vi ingozza di bellezza finta, pensateci.

Forse il mondo non è la nostra ostrica, forse il successo non ci è assicurato, forse anche i migliori amori non sono tali, e forse, dico forse, là fuori oltre quel cielo c’è poco.

Sorrisi finti e tante menzogne celano persone normalissime. Che litigano, piangono e, purtroppo, uccidono.

La Terna Sinistrorsa