Rowling, Barbero e figure genitoriali

di Marco Corridori

Foto di Andrija Gojkovic

Cosa accomuna J.K. Rowling e Alessandro Barbero? Spezzano il cuore alla gente. In circostanze diverse, hanno tradito l’amore dei loro fedeli.

I tradimenti

La prima, autrice dei celeberrimi romanzi di Harry Potter, ha segnato un’intera generazione. Più recentemente, è finita in una bufera mediatica dopo numerosi dichiarazioni transfobiche. Da Daniel Radcliffe a Emma Watson, tutto il cast ha preso le distanze dalle posizioni della Rowling. Quelli più traditi però rimangono i fan. In particolare, i più patiti che avevano dichiarato il loro amore in maniera indelebile con tatuaggi del famoso mago. Proprio loro, in questo periodo, sono corsi ai ripari, coprendo i loro tatuaggi e rinnegando così il loro sentimento per ciò che è nato dalla penna di J.K. Rowling.

Anche il professor Barbero, famoso per il suo podcast su Spotify a tema storico, ha lasciato i suoi fan piuttosto sbigottiti in seguito a certe affermazioni sessiste durante un’intervista. C’è da dire che queste affermazioni sono state estremamente decontestualizzate e rimaneggiate, ma quella è un’altra questione che riguarda la crisi del giornalismo moderno. Ciò che interessa della storia di Barbero è la reazione del pubblico a queste presunte affermazioni.

artista o persona?

Si sta parlando di una discussione in corso da tempo: artista o persona? Possiamo apprezzare l’arte anche se non stimiamo, o addirittura odiamo, la persona dietro? Fondamentalmente, ognuno reagisce in maniera diversa ad un artista che gli spezza il cuore. Ci sono quelli che distinguono le due figure e chi, invece, deve coprire i propri tatuaggi di Harry Potter.

Non sta a me dimostrare che una strada sia meglio dell’altra o più valida. Rimane più interessante la causa di questo fenomeno: il motivo di tutti questi cuori spezzati che io penso sia da ricondurre ad un bisogno innato di figure genitoriali, nel senso di figure modello da imitare durante la crescita.

la caduta degli idoli

Dietro ad ogni tatuaggio coperto con dei motivi floreali, c’è una persona che credeva in un idolo. Una persona che cercava un qualcosa di migliore e che ha posto la propria fiducia in delle persone, per natura imperfette e che commettono errori. Attirati e accecati dalle opere, pensano che chi è in grado di creare arte, sia lei stessa arte, ma rimangono deluse dalla persona dietro. E partono quindi le discussioni virtuali, tra chi è deluso, e vorrebbe lo fossero anche gli altri, e chi ha saputo proteggersi, e guarda i primi con presunzione. 

Questa reazione, in ultimo, non è motivo di biasimo. Invece di vederla come motivo di divisione, potrebbe essere terreno fertile per il senso di fratellanza, che spesso di perde. Siamo tutti alla ricerca di perfetto, chi più chi meno. Invece di guardare questi tatuaggi rattoppati con sufficienza, dovremmo guardarli con compassione. Sono rimasti delusi, come tutti noi.

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