nothing but ordinary

di Carlotta Pagani

Premessa

Grey’s Anatomy è la serie di incredibile successo creata da Shonda Rhimes, oramai giunta alla 18esima stagione, con protagonista Meredith Grey, dal suo primo anno di specializzazione in medicina a chirurgo strutturato.

Funziona perché ha 4 cose: personaggi ben costruiti che inevitabilmente muoiono (generalmente perché gli attori litigano con Shonda), dilemmi etici, budella esposte e tramini amorosi.

Meredith nasce dal matrimonio tra Ellis e Tatcher Grey, lei brillante chirurgo, lui insegnante. I due divorziano perché Ellis si innamora del suo collega Richard Webber, e sebbene la loro relazione segreta vada avanti a lungo,  Webber non troverà mai il coraggio di lasciare la moglie.

La piccola Meredith cresce con una madre assente ed esigente, con la percezione di essere stata abbandonata dal padre, deciso a rifarsi una vita e costruire una nuova famiglia. Sceglie medicina e viene presa nel migliore programma di specializzazione di Seattle e dintorni, il primario dell’ospedale è proprio Webber. Anni dopo Meredith scoprirà di non aver raggiunto il punteggio sufficiente per partecipare al programma, bensì di esserci entrata per ordini superiori.

Durante i primi anni di Meredith al Seattle Grace Hospital, Ellis Grey viene portata in ospedale per un difetto cardiaco; ma Ellis ha un problema ben più grande che ha cercato di tenere nascosto: l’Alzheimer.

A chi soffre di questa malattia capita di avere giornate di lucidità per cui ancora la medicina non ha trovato una spiegazione: ovviamente questo glitch non poteva capitare se non nel giorno in cui Ellis è paziente nell’ospedale in cui lavora Meredith.

Sono costrette a stare nella stessa stanza e parlare, Meredith afferma di stare bene e di amare un uomo, ma di non avere ancora scelto la specializzazione di chirurgia.

Dialogo tratto dalla serie

ELLIS:  What happened to you?

MEREDITH:  What do you mean?

ELLIS:  You’re happy? You’re happy now? The Meredith I knew was a force of nature. Passionate, focused, a fighter. What happened to you? You’ve gone soft! Stammering about a boyfriend and saying you’re waiting to be inspired. You’re waiting for inspiration? Are you kidding me?! I have a disease for which there is no cure, I think that would be inspiration enough! Listen to me, Meredith:

Anyone can fall in love and be blindly happy! But not everyone can pick up a scalpel and save a life. I raised you to be an extraordinary human being, so imagine my disappointment when I wake up after five years and discover that you are no more than… ordinary! What happened to you?!

E quindi?

Ed eccoci qua, finalmente al punto chiave, al motivo per cui tutto questo preambolo è stato necessario: Che cosa vuol dire essere degli straordinari esseri umani?

Questo episodio mi ha quasi abbattuta la prima volta che l’ho visto, così come ha quasi realmente abbattuto Meredith, la quale poco dopo, a seguito di una accidentale caduta nell’oceano, non si sforzerà troppo per cercare di stare a galla. 

Se ammettiamo l’esistenza di persone straordinarie, conseguentemente identifichiamo tutte le altre come ordinarie, e il termine porta con sé culturalmente un’accezione negativa, di sub-ordinarietà.

Navigando sull’internet le risposte sono vaghe e sconcertanti, trovate su pagine poco affidabili a cui Norton non vorrebbe farmi accedere. Alla domanda “Quali sono le caratteristiche di una persona straordinaria?” Google risponde con un elenco di qualità e skills mediamente richieste in qualsiasi cv; si nota come spesso straordinario vada a spasso con “di successo”, mentre diversi membri della genZ associano la straordinarietà alla piena espressione della propria identità, tentando di spiegarlo in TEDx con un considerevole numero di visualizzazioni.

L’identità e il successo

Nell’ultimo periodo, dalle prime fasi di adattamento della pandemia in poi, si è diffusa la tendenza a trasformare il proprio tempo libero in tempo per il miglioramento dell’io.

Con il ritorno alla routine e alla frenesia, l’unico modo per conservare queste abitudini è essenzialmente svegliarsi prima che i galli cantino, fare work-out, preparare il porridge e il succo d’arancia, farsi la doccia e leggere le notizie. Così prima delle otto del mattino e prima ancora di aver messo piede in ufficio o nel rispettivo luogo di lavoro, si ha la sensazione di aver già portato a termine la giornata.

Queste persone che fieramente condividono le loro routine sui social accennano raramente al consumo di caffeina, lasciandomi interdetta.

Attraverso queste abitudini si dovrebbe tendere verso la migliore espressione di sé stessi. Analizzando la questione da un più lontano punto di vista, però, si potrebbe intravedere questo concept mentale come una diretta conseguenza dello stile di vita occidentale, del workaholic-ismo e della produttività massimizzata.

Tornando al pensiero di Ellis Grey, non è solo la professione di chirurgo a renderti straordinario -no, ci sono tanti chirurghi- ma essere un chirurgo di successo. Per alcunə della redazione significa semplicemente eccellere, ma non raggiungere i propri obiettivi: se un individuo avesse come obiettivo costruire una famiglia e riuscisse nell’intento, verrebbe comunque considerato mediocre, nient’altro che ordinario.

Foto di Eugenio Zucchermaglio

Foto di Petrovska

Foto di Sofiootta

Perché fa male sentirci dire di essere “nient’altro che ordinari”?

Il sopra la media esiste perché esiste una media. Quanto è difficile accettare di trovarsi sotto la campana di Gauss? In un contesto competitivo, molto.

Contestualizzando ad oggi, il filosofo Umberto Galimberti in un interessante discorso intitolato “La condizione giovanile oggi”, spiega il perché questo sia un periodo buio per i giovani, non lontani dal nichilismo collettivo:

“Manca lo scopo, il futuro non è una promessa, e se non è una minaccia è imprevedibile, e se è imprevedibile scoraggia”.

L’università allunga il periodo di incubazione e di sviluppo del sé, per cui  probabilmente è ancora anomalo trovare in questa fase persone “straordinarie”. Ma se il futuro è incerto, risulta ancora più difficile capire verso cosa tendere, dove cercare il proprio terreno fertile per lo sviluppo della straordinarietà.

È possibile definirla crisi, cosa ne nascerà?

Per ora ci sono solamente tanta confusione, inconsapevolezza e un pizzico di timore.

Una cosa la sappiamo: non c’è niente di ordinario nell’essere in crisi.

Spoiler: Meredith verrà salvata dall’incidente in acqua e diventerà un brillante chirurgo, come sua madre.

La Terna Sinistrorsa